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Europa rafforza le frontiere digitali: stop all'accordo su trasferimenti dati negli USA

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Gli Stati Uniti non offrono adeguate tutele per la protezione dei dati personali dei cittadini europei che vengono trasferiti nel suddetto Paese, pertanto viene invalidato il Privacy Shield, l'accordo concluso nel 2016 che consentiva il trasferimento dei dati tra Europa e Stati Uniti. E' questo in sintesi il contenuto della sentenza della recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea che ora rischia di condizionare negativamente le attività delle aziende che basano gran parte della propria attività sulla gestione e sul trasferimento dei dati degli utenti.

La Corte parte dalla premessa che, in base al regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), il trasferimento dei dati è consentito a condizione che il Paese terzo (extra Unione) fornisca un adeguato livello di protezione. Una circostanza che, secondo l'Autorità europea, non si verifica nel caso degli Stati Uniti. Il risultato è sintetizzato in due righe:

La Corte dichiara invalida la decisione 2016/1250 della Commissione sull'adeguatezza della protezione offerta dal regime dello scudo UE-USA per la privacy

La Corte sottolinea che le normative statunitensi che consentono alle autorità locali di accedere e utilizzare i dati trasferiti non soddisfano i requisiti del GDPR. Sotto la lente di osservazione sono finiti i programmi di sorveglianza legittimati dalla autorità statunitensi per i quali non sono previsti limiti di autorizzazione, né specifiche garanzie per gli stranieri; i soggetti sottoposti a tali programmi inoltre non hanno specifici diritti da far valere di fronte al giudice.


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