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Il governo potrebbe prorogare lo stato di emergenza fino a fine anno. Insorgono le opposizioni

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Lo stato di emergenza potrebbe essere prolungato oltre il termine del 31 luglio stabilito a fine marzo. “Ragionevolmente, ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il coronavirus dopo il 31 luglio”. ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine del test di sollevamento delle paratoie del Mose.

“Lo stato di emergenza serve per tenere sotto controllo il virus. Non è stato ancora deciso tutto, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione“, ha confermato “È una decisione collegiale che prenderemo in Consiglio dei ministri e non voglio anticipare una valutazione, ma faccio una riflessione anticipatoria. Lo stato di emergenza non significa che non teniamo sotto controllo il virus, quindi una eventuale proroga significa che siamo nelle condizioni di continuare ad adottare misure necessarie, anche minimali. Quindi non vi dovrete sorprendere se decisione sarà di prorogare lo stato di emergenza“. Il 24 marzo, annunciando lo stato di emergenza, aveva detto che non necessariamente sarebbe rimasto in vigore fino alla data stabilita del 31 luglio: “Siamo pronti ad allentare la stretta”, aveva spiegato.

Cosa ne pensano le opposizioni

Le parole di Conte hanno portato a una levata di scudi delle opposizioni. “Allungare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre? No, grazie. Gli italiani meritano fiducia e rispetto, donne e uomini eccezionali che hanno dimostrato buon senso e generosità che adesso vogliono vivere, lavorare, amare. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto” ha detto Matteo Salvini.

Alle parole del segretario leghista hanno fatto eco quelle di Roberto Calderoli che ha definito l’ipotesi di proroga “una vera porcata”. “Si tratterebbe solo di una misura preventiva, non per la salute, ma solo sulla durata del governo e delle poltrone di questa traballante e inverosimile maggioranza”, ha incalzato il vicepresidente del Senato. “È veramente brutto da doverlo dire, ma l’impressione è che si utilizzi una calamità come il virus – attacca ancora – per mettere il bavaglio all’opposizione. Siamo di fronte a una modalità di uno squallore assoluto”.

Secondo Forza Italia “sarebbe irragionevole pensare di replicare il modello di governo del Paese a colpi di Dpcm, con la totale esclusione del Parlamento da scelte che attengono alle libertà costituzionali”. “Invece di pianificare nuovi pieni poteri per sé, il premier si preoccupi di controllare i confini per scongiurare l’arrivo di focolai dall’estero, e di approntare misure in grado di far ripartire l’economia” ha detto la capogruppo di Forza Italia al senato, Annamaria Bernini.

Ma si può prorogare lo stato di emergenza?

La proroga di altri sei mesi dello stato di emergenza sanitaria non piace nemmeno ai costituzionalisti. Francesco Clementi, professore di diritto pubblico all’università di Perugia, non nasconde che un elemento positivo c’è: “il governo ha trasferito la delibera del consiglio dei ministri di gennaio in una norma di rango ordinario e questo è bene”.

Ma non mancano le note dolenti: “Non mi convince il fatto che oggi, quando siamo solo a metà maggio, si proroga una scadenza che finisce al 31 luglio 2020 portandola fino al 31 gennaio 2021. O il governo ha elementi così potenti, prepotenti e solidi che motivano la proroga, oppure questa scelta, fatta oggi così, non si spiega. Il governo dovrebbe venire alle Camere invece e spiegare perché adesso – proprio adesso – chiede la proroga di sei mesi di una scadenza che cesserebbe a fine luglio”.

E ancora: “Il Governo spagnolo ad esempio sta contrattando con le opposizioni una proroga ben più breve. E lo fa pubblicamente, in Parlamento, spiegando le sue ragioni. Perché il Governo italiano arriva, invece, così presto a chiedere nuovamente l’allungamento di uno strumento così potente? Se ci sono ragioni, il governo le spieghi in Parlamento, anche perché ha due mesi di tempo per farlo. Eviterei di inserirlo in questo dl, insomma”.

Il dubbio è dietro l’angolo, spiega Clementi: “Peraltro, a guardar bene, questo è già il secondo provvedimento che incorpora questa filosofia, perché già nel dl elezioni in via di conversione, oggi al vaglio in Commissione, si prevede che il governo, di fronte ad un ritorno dell’emergenza, possa prorogare la data delle elezioni amministrative, anche oltre l’autunno. Anche qui non si spiega perché si mettono così tanto avanti le mani. D’altronde, dubito che, di fronte ad un ritorno drammatico e prepotente del Covid, non sia possibile fare in autunno un nuovo decreto per spostare le elezioni di concerto, aggiungo, con le Regioni. E dunque: perché ora? Perché tutta questa fretta? ”.

Insomma “Credo sia meglio che il Governo spieghi bene e adeguatamente in Parlamento le ragioni di tutta questa scelta. Ogni ragione o informazione in merito – come stanno facendo altri governi di altre democrazie – è opportuno che le presenti in Parlamento. L’uso dell’emergenza è per definizione “a tempo”. E ogni proroga deve essere adeguatamente giustificata di fronte al Parlamento, altrimenti non mi sembra ragionevole né convincente. È ben noto, peraltro, che non esiste un diritto speciale dell’emergenza legittimato nel nostro ordinamento: una sorta di diritto parallelo e alternativo rispetto a quello esistente. In fondo, anche di recente, non sono mancate in tal senso, come è noto, indicazioni chiare ed autorevoli”. 

Per Giovanni Guzzetta, professore di Diritto costituzionale all’Università di Roma Tor Vergata, “il codice della protezione civile già prevede la proroga di 12 mesi attraverso una deliberazione del consiglio dei ministri uguale a quella fatta il 31 gennaio”. Si tratterebbe dunque di una “norma inutile” e l’unica congettura possibile è “un segno di debolezza del governo perché la norma del consiglio dei ministri è ritenuta non sufficiente”. “Noi siamo al paradosso che quando ci vuole il dpcm si usa il dl e quando c’è la norma che prevede l’atto amministrativo si fa il decreto legge”.

Quanto al decreto Covid che prevede la parlamentarizzazione dei dpcm, per Guzzetta si tratta “una norma inutile e dannosa, la situazione resta la stessa, il parlamento dà solo un’opinione, è una foglia di fico che tenta di legittimare un sistema che è in radice molto discutibile”. 

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