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Al papà di Linux piacciono i Mac con processori ARM

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il passaggio dai processori Intel ai quelli sviluppati in proprio e basati sull'architettura ARM, annunciato alla WWC 2020, rappresenta per Apple la seconda, storica svolta introdotta nella linea Mac – la precedente risale al 2005 ed ha avviato la transizione dai processori PowerPC a quelli di Intel. Come ogni cambio di rotta, la mossa suscita le reazioni di utenti finali e addetti ai lavori tra i quali recentemente si è inserito anche Linus Torvalds.

Il papà di Linux ha espresso un parere favorevole alla scelta di Apple e i punti salienti del suo intervento alla Linux Foundation Open Source Summit and Embedded Linux Conference tenutasi la settimana scorsa sono sostanzialmente due: da un lato i benefici che chi sviluppa software per ARM potrà avere con le nuove macchine di Apple; dall'altro la poco velata critica ai traguardi che i portatili con CPU ARM hanno raggiunto.

Per quanto riguarda il primo aspetto Torvalds – citando l'ecosistema cloud di Amazon – ha affermato che lo sviluppo per ARM sino ad ora è stato fatto in cloud, ma che questo non è il metodo preferito, non lo è almeno per chi sviluppa kernel: non vuoi solo sviluppare per ARM, vuoi usare effettivamente ARM nel tuo lavoro quotidiano su desktop. L'ostacolo – e si passa al secondo punto – è rappresentato dalla scarsa potenza delle macchine con architettura ARM.


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