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Videocamere di (in)sicurezza: possono dire al ladro se qualcuno è in casa

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Le videocamere di sorveglianza sono sempre più diffuse, accessibili e facili da installare. L'offerta è ampia, ma i rischi legati all'utilizzo sono altrettanto estesi e ciò vale anche per i marchi più blasonati – si ricorda il caso delle Ring di Amazon. Uno studio dei ricercatori della Queen Mary University di Londra e dall'Accademia Cinese delle Scienze torna ad evidenziarli.

E' un approfondimento degno di nota perché viene presentato come la prima ricerca che si concentra sui rischi legati al traffico di rete generato dalle videocamere connesse. Questi dati, anche in forma grezza, possono svelare dettagli che un malintenzionato potrebbe sfruttare per scoprire le abitudini dei membri di una famiglia e individuare il momento più opportuno per introdursi abusivamente quando tutti sono fuori.

Le videocamere IP consentono di monitorare da remoto gli ambienti in cui sono installate, e sono in grado di riconoscere i movimenti di persone e oggetti. Il flusso dei dati della videocamera connessa varia di conseguenza: quando rileva il movimento, chiariscono i ricercatori, aumentano i caricamenti di dati non criptati. L'andamento del traffico dati della videocamera assume quindi schemi diversi a seconda che in casa ci sia qualcuno che si muove o meno. Il malintenzionato potrebbe individuare questi schemi, trarre le sue conclusioni e agire di conseguenza, anche senza necessità di vedere il filmato.


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