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Chi è l'influencer che ha fatto un falò del suo abito nuovo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: ATTUALITA’

Tra le tante abitudini e relazioni che il lockdown ha cambiato, segnala una nuova ricerca Ipsos e Flu, c’è anche il rapporto tra follower e influencer: uno su quattro ha iniziato a seguirne di nuovi, e più della metà degli 500 utenti  tra i 18 e i 55 anni intervistati ha compiuto delle azioni proprio perché ispirato dai propri guru digitali (primi tra tutti la coppia Ferragni-Fedez e la food blogger Benedetta Rossi):  il 61 per cento si è dedicato alla cucina seguendo le ricette consigliate dagli influencer, il 49 per cento armato di tappetino, si è tenuto in allenamento insieme a loro.

Gli influencer insomma non sono più visti soltanto come promotori di prodotti ma avrebbero conquistato un nuovo ruolo sociale come creatori di contenuti. E chissà se a questo punto, considerando che oltre al rapporto  tra guru del digital e follower, il lockdown  e il post clausura forzata hanno pesantemente rivoluzionato anche le modalità dello shopping, qualcuno adesso seguirà il gesto iconoclasta dell’influencer Lavinia Spagnuolo alias “Wizardina”, la shopping blogger e personal shopper del web detentrice del blog e degli account Instagram e Facebook ‘The wizzard of shopping”.

Esasperata dall’esperienza da incubo cui l’ha costretta uno dei colossi del fast fashion che in questo momento di emergenza anticoronavirus non permette di provare gli abiti nei camerini, la maga dello shopping ha dato vita a una performance artistica di stampo vendicativo, facendo un liberatorio falò dell’abito oggetto-soggetto di tanta disperazione  e postando il tutto nelle sue stories: “Un po’ come Jimi Hendrix che incendiò  le sue chitarre durante i suoi concerti chiarendo che “si sacrificano le cose che si amano” ho deciso anche io di immolare ciò che mi è più caro per protestare contro l’assurdità di regole come queste” spiega la sua performance all’AGI, raccontando quindi la sua odissea consumistica: “Una grande catena impone che gli abiti si debbano provare a casa propria, se vanno bene non c’è nessun problema, ma quando non è così come è stato nel mio caso devi riportarli in negozio e ti rimborsano solo se torni nella stesso dove li hai comprati – chiarisce –  In caso contrario puoi solo cambiarlo, io ho fatto avanti e indietro tre volte vanamente perché l’abito mi stava malissimo e poi mi sono fermata a ragionare, più che sul mio stress e sulle belle sensazioni dello shopping che quell’esperienza aveva distrutto, su cosa lo sottendeva”. Interrogativi sul piatto: “Perché colossi dello shopping ci fanno usare le nostre case come camerini? È giusto che ci trasformino in corrieri per uno shopping in negozio che poco si discosta da quello online?”.

Con il suo gesto Lavinia – Wizzardina (nei suoi account si esibisce spesso con il cappello da maga) ha messo l’accento sui nodi del commercio post coronavirus, ma non per questo, spiega, sta disertando i luoghi dello shopping tradizionale, dove, seppure con le misure anticoronavirus, provare nei camerini è concesso: “Amo lo shopping, lo considero un momento di totale spensieratezza, rende le mie giornate divertenti e anche se quello online sta prendendo sempre più piede e mi ha aiutato molto durante il lockdown, lo shopping in  negozio mi è mancato moltissimo” – chiarisce – sono anche convinta che dobbiamo tornare a vivere e se in questo momento lo shopping impone mascherine, gel igienizzanti e talvolta guanti mi adeguo, l’importante è tornare a casa con un bottino certo e di cui si è soddisfatti.  Indossiamo la mascherina per andare al bar non vedo perché non dovremmo farlo nei negozi”. Anzi, per aiutare le piccole boutique alle prese con una ripartenza complicata, Lavinia si spende in prima persona: giorni fa si è esibita in stile manichino, vestita con un abito lungo rosso e mascherina, nella vetrina di un negozio della capitale.

Romana, trentotto anni, una professione ufficiale dietro le quinte del mondo del cinema,  Spagnuolo ha fondato il suo blog  alla fine del 2019 dopo una dolorosa esperienza personale  che, racconta, “mi ha fatto decidere di riempire la mia vita  di cose divertenti”. Scherzando e ridendo (soprattutto nei faccia a faccia dove affronta la sua alter ego Wizzardina, che vorrebbe comprarsi di tutto e di più)  con toni e stile lievi, Spagnuolo ha però messo su un sito che fornisce consigli per gli acquisti su abbigliamento, arredamento, regali, piccoli elettrodomestici, accessori come le scarpe con il tacco intercambiabile, alto o rasoterra a seconda degli impegni di giornata. 

Alla cacciatrice di stile o “consulente magica” come si presenta non sono ovviamente sfuggiti i nuovi “must have” imposti dal coronavirus. Ha scovato, proponendole, aziende che hanno inventato mascherine pendant con mantelle e si è inventata (mettendoli in vendita nel suo wi-shop) laccetti da collo portamascherine con tanto di kit con due diverse scelte, gadget portamascherine e anche salva-orecchie per evitare inestetismi a chi, dalle parrucchiere alle bariste, è costretto a indossare la mascherina tutto il giorno.

 

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