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TSMC non ha problemi a sopperire alla mancaza di Huawei

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Pare che TSMC non soffrirà più di tanto la perdita di Huawei, per quanto sia attualmente il suo secondo cliente più importante (il primo è Apple): stando alle dichiarazioni del ministro dello sviluppo economico taiwanese Kung Ming-hsin, in effetti la fonderia ha già colmato tutti i vuoti ordinativi causati dal recente provvedimento degli Stati Uniti. La richiesta di chip è molto alta, insomma.

Oltre ad aver attivato il ban che dura ormai da più di un anno (ed è stato esteso ad almeno un altro anno), a causa del quale Huawei non può più fare affari con aziende americane (o con tecnologia prevalente americana), gli Stati Uniti hanno deciso di isolare il colosso cinese anche dalle fonderie, limitando in modo significativo la capacità di approvvigionamento di processori e altri chip. Già l'assenza di Google è stata un brutto colpo per uno dei maggiori produttori di smartphone al mondo, ma almeno c'era un minimo di spazio di manovra – gli Huawei Mobile Services al posto di quelli di Google, e l'invasione del mercato nazionale in cui tanto Google non c'era nemmeno prima.

Senza processori, però, gli smartphone non si possono materialmente realizzare, e sono poche le fonderie tecnologicamente in grado di competere con TSMC. Huawei ha iniziato a instaurare i rapporti con la connazionale SMIC, ma ne è uscito un SoC super-economico realizzato con un processo produttivo ormai vetusto – almeno se paragonato a quello a 5 nm di TSMC.


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