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Sky: così il Coronavirus ha cambiato il nostro modo di fare Tv

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

L’emergenza Coronavirus ha toccato tutti, nessuno escluso. Con impatti più o meno rilevanti anche sul fronte lavorativo. C’è chi si è fermato, e chi no. Nel mezzo tutti coloro che hanno dovuto reinventare il proprio mestiere ricorrendo allo smart working e all'uso di sussidi tecnologici.

Il caso di Sky ha molto da raccontare in questo senso. La media company più nota al pubblico nostrano si è ritrovata dall’oggi al domani con palinsesti pressoché dimezzati per via della cancellazione degli eventi sportivi. E con la necessità di riadattare un modello operativo fino a quel momento basato sulla stretta collaborazione fra le diverse professionalità del suo gigantesco staff: giornalisti, conduttori, registi, autori, addetti alla produzione, cameraman, tecnici del suono e delle luci e tutta una serie di figure che hanno dovuto ricalibrare le proprie attività alla luce delle nuove condizioni dettate dal lockdown e dal distanziamento sociale.

Il 24 febbraio, praticamente due settimane prima che il governo italiano imponesse il lockdown nazionale, il 70% della forza lavoro Sky (circa 3300 persone) era già in smart working, ci spiegano i responsabili della società. Con un’idea ben chiara in testa: sfruttare la tecnologia per ridurre le distanze, sia fra dipendenti, sia soprattutto con gli utenti.


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