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"Unità e dialogo per risollevarci tutti insieme", dice Berlusconi

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Ora unità e dialogo costruttivo per risollevarci come dopo la guerra”. “Le forze vive devono sedersi a un tavolo per un progetto comune. Serve un nuovo rapporto tra governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile“. Lo sostiene il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una lettera inviata e pubblicata dal Corriere della Sera nell’edizione odierna. “Possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo “contratto sociale” – afferma Berlusconi – ma anche in questa prospettiva serve procedere ad un confronto ordinato e dar vita ad un dialogo costruttivo”.

Secondo l’ex premier quel che serve ora è “un grande scatto, come quello che consentì all’Italia di risollevarsi nel Dopoguerra, di passare in 10 anni dalla condizione di Paese sconfitto e distrutto, a quella di potenza industriale fra i fondatori dell’Europa unita”. Pertanto oggi come ieri, questa assunzione di responsabilità, in un “dialogo costruttivo”, scrive il leader di FI nella lettera, “riguarda tutte le forze vive del Paese”, il quale “deve essere unito, mettere insieme le migliori energie per sedersi intorno a un tavolo e costruire un progetto comune che guardi al futuro, alla rinascita”.

Proprio come “nell’impegno comune per un nuovo inizio” che ha “sollecitato ieri il Capo dello Stato”. Berlusconi dice anche “noi ci siamo, come sempre quando è in gioco l’interesse nazionale, il futuro di questo Paese” per mettere a disposizione “la nostra cultura di governo e di impresa, la nostra esperienza, la nostra competenza”, virtù queste in genere “troppo sottovalutate in politica negli ultimi anni” ma che oggi “si dimostrano assolutamente necessarie nell’emergenza sanitaria ed economica”.

E l’ex premier si rallegra per il fatto che anche il segretario del Partito Democratico “si sia detto disponibile a questo sforzo comune”. Uno sforzo, tuttavia “che non ha nulla a che fare con le maggioranze di governo, con gli schieramenti, con le alleanze politiche”, precisa Berlusconi, perché “noi siamo e rimarremo orgogliosamente all’opposizione di un governo con il quale siamo incompatibili e che non smettiamo di considerare inadeguato” conclude. 

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