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Centrodestra unito: in piazza il 2 Giugno e sfiducia a Bonafede

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno raggiunto una intesa di massima sulle iniziative da promuovere il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Dopo i ‘distinguo’ e le frizioni dei giorni scorsi, l’accordo è stato raggiunto nel corso di due telefonate, fatte nel pomeriggio dal segretario leghista, prima alla presidente di Fratelli d’Italia, poi al Cavaliere. Nei colloqui i tre leader del centrodestra – viene riferito da fonti di tutti i partiti – si sono trovati “tutti d’accordo sul fatto che per il 2 giugno ci saranno delle iniziative unitarie perchè non ha senso dividersi in questo momento”.

Salvini, Meloni e Berlusconi hanno anche discusso della mozione di sfiducia ad Alfonso Bonafede – si aggiunge – e concordato che “mercoledi’ in Senato sarà garantita la presenza di tutti i gruppi che voteranno compatti a favore della sfiducia”. Per quanto riguarda le iniziative di piazza, l’impegno preso è quello di “vedersi prestissimo per definire i dettagli dell’organizzazione” che dovrà svolgersi nel pieno rispetto delle norme anti-contagio da Covid-19, a Roma in altre città in tutta Italia. Si dovrebbe trattare quindi di iniziative “statiche, senza palchi e con distanziamento tra i partecipanti di almeno un metro”.

Dopo che la settimana scorsa sia FdI che Lega avevano annunciato entrambe una mobilitazione per il 2 giugno, a distanza di poche ore l’uno dall’altra, qualche passo verso la ‘conciliazione’ era arrivato ieri, con Meloni che aveva telefonato a Berlusconi e fatto un tentativo di contatto con Salvini. “Berlusconi, Meloni, ho sentito tutti. è il momento dell’unità, come italiani, senza bandiere di partito e a distanza di sicurezza. La proposta che ho fatto è di una data simbolica” il 2 giugno, Festa della Repubblica, per “un momento di ascolto, non solo a Roma ma in 100 in piazze italiane”, ha fatto sapere oggi Salvini.

“Perchè è un momento in cui c’è bisogno dell’aiuto di tutti e il signor Conte non puo’ fare da solo. Non avrebbe senso dividersi”. “Il 2 giugno, Festa della Repubblica, daremo nuovamente voce agli italiani dimenticati dal governo Conte nell’emergenza coronavirus e che chiedono libertà e orgoglio. Ho parlato con Salvini e Berlusconi: stiamo lavorando per dare vita ad una iniziativa comune nel rispetto di tutte le norme di sicurezza”, ha poi confermato Meloni. “Sarà una iniziativa originale, aperta anche alle associazioni, alla società civile, alle categorie, alle famiglie e a tutti coloro che in questi giorni ci hanno contattato perchè stufi di un governo bravo solo a fare promesse e conferenze stampa. Già nelle prossime ore ci metteremo al lavoro per definire dettagli e modalità, e vi aggiorneremo molto presto. Intanto, tenetevi pronti”.

Anche Berlusconi ha convenuto sulla necessità di mandare un messaggio di unità – viene riferito da fonti di FI -, anche se Forza Italia attende di capire le modalità dell’adesione all’iniziativa. Modalità che dovrebbero essere decise nell’incontro tra leader che potrebbe tenersi anche domani. “Il centrodestra non è un partito unico, è una coalizione, noi siamo la parte cristiana, liberale, riformista, garantista, siamo l’anima del centrodestra, stiamo discutendo, ci saremo con le nostre proposte concrete, per migliorare il decreto del governo, poi vedremo se fare eventi insieme o divisi”, ha spiegato il vice presidente di FI, Antonio Tajani.

Parallelamente all’iniziativa romana, la Lega vorrebbe organizzare flash mob in 100 piazze italiane per coloro che che non potranno raggiungere Roma (la manifestazione è stata indetta il giorno prima dello sblocco ai movimenti tra regioni, previsto per il 3 giugno). Sui social leghisti la scelta della data, il 2 giugno, e della località, Roma, aveva suscitato qualche perplessità nei giorni scorsi. Già la Festa della Repubblica non è tra le celebrazioni che più scalda i cuori dello zoccolo duro dell’elettorato ‘nordistà (solo nel 2016 lo stesso Salvini si chiedeva “cosa c’è da festeggiare” il 2 giugno).

Poi, nelle scorse ore, ha fatto discutere sui social del leghismo ortodosso il video in cui un accorato ex ministro Roberto Castelli chiedeva dove è finita la “questione settentrionale” nel dibattito politico e invitava i lombardi a “ritrovare l’orgoglio”. E probabilmente per andare incontro a tutte queste esigenze è stato deciso di fare iniziative sparse su tutto il territorio nazionale. Non è la prima volta pero’ che i leghisti evocano la piazza il 2 giugno. Nel 2018, nelle fasi precedenti alla formazione del governo Conte I, sia Salvini che il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio annunciarono una mobilitazione di piazza in coincidenza della Festa della Repubblica per esprimere le loro critiche nei confronti della scelte del Quirinale. Ma poi Sergio Mattarella diede l’incarico a Giuseppe Conte e tutto si risolse.

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