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Solo nel 2030 torneremmo al livello di Pil pre-crisi del 2007, dice Salvini

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“La recessione causata dal Covid-19 sarà la più grave nell’intera storia dell’Italia unita, a parte la seconda guerra mondiale, solo nel 2030 torneremmo al livello di Pil pre-crisi” del 2007. Ne è convinto Matteo Salvini. “È importante muoversi in fretta, ma anche nella direzione giusta – sostiene il segretario leghista in un intervento sul ‘Sole 24 ore’ – Le parole chiave dovranno quindi essere libertà e responsabilità. Cittadini e imprese hanno bisogno di uno Stato che li lasci liberi di agire all’interno di un quadro delineato da poche regole chiare”.

“È il contrario di quanto abbiamo visto finora”, aggiunge, chiedendo che “la cultura del sospetto vada sostituita con quella della trasparenza”. “Solo così sarà possibile attivare rapidamente le grandi opere infrastrutturali. Agli occhiuti controlli preventivi, bisogna sostituire procedure snelle e già sperimentate, come il ‘modello Genova‘. La Pubbica amministrazione è meno invasiva quando è più forte, non ‘meno Stato’, ma un migliore Stato. Libertà e responsabilità dovranno guidare la riapertura”.

“La seconda lezione riguarda i limiti della globalizzazione – sottolinea il capo della Lega – si andrà verso un accorciamento delle filiere e un ribilanciamento del modello di crescita sulla domanda interna. Ma questa evoluzione dovrà essere accompagnata da un radicale cambiamento nel patto tra Stato e imprese. Nella fase dell’emergenza, pace fiscale e pace edilizia permetteranno di recuperare risorse e deflazionare il contenzioso, facilitando la ripartenza. Andranno poi realizzate la flat tax al 15% e una riforma del processo tributario. Andrà valorizzata e promossa l’Italia dei distretti, motore del Made in Italy, e primo esempio spontaneo di economia circolare. La difesa della salute e dell’ambiente passa anche attraverso un consumo consapevole”.

E poi “c’è l’Unione europea. La terza lezione della crisi riguarda proprio l’efficacia della dimensione sovra-nazionale nell’affrontare sfide globali come la crisi pandemica, e prima quella migratoria”, afferma, il “Recovery Fund, ancora non è definito. L’Ue in teoria offre ‘potenza di fuoco’, ma in pratica la sua enorme burocrazia la condanna ad arrivare a guerra finita. A livello nazionale, come a livello europeo, un nuovo patto tra amministrazione e cittadini deve ripartire da una compiuta realizzazione del principio di sussidiarietà. In Europa la Lega sostiene la richiesta dei più autorevoli economisti mondiali: la Bce intervenga con un nuovo ‘whatever it takes’, prima che il tessuto economico e sociale dell’Unione si laceri ulteriormente. Un nuovo patto fra Stato e cittadini non può comunque prescindere dal dovere di protezione”.

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