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Pirateria su Telegram: stop a 17 canali che diffondevano giornali e libri

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Dell'articolata guerra alla pirateria portata avanti tramite Telegram si è parlato non più tardi della settimana scorsa, dopo la pronuncia dell'AGCOM che ha confermato la chiusura di 7 canali che diffondevano giornali illegalmente. Il Garante ha riconosciuto di avere poteri limitati in materia, ma più ampi margini di manovra sono concessi all'autorità giudiziaria che può perseguire i responsabili anche penalmente. A dimostrazione di quanto quest'ultima circostanza sia vera interviene l'indagine della Procura della Repubblica di Bari che per ora ha portato al provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza relativo a 17 canali Telegram. Tutti rendevano disponibili gratis e illegalmente libri, giornali e riviste.

Le indagini della procura sono in corso per individuare i responsabili. Le accuse sono gravi: si fa riferimento ai reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico, furto e violazione della legge sul diritto d'autore. Secondo la ricostruzione della Procura i responsabili hanno violato i sistemi informatici di numerose società editrici, hanno sottratto migliaia di file di giornali/riviste/libri e li hanno ripubblicati sui suddetti canali Telegram. L'inchiesta è nata dopo la segnalazione della FIEG che aveva chiesto provvedimenti molto severi anche nei confronti dei gestori della piattaforma di messaggistica.

Il sequestro è il primo passo di un'indagine che nel frattempo va avanti – le indagini proseguono per ricostruire l’illecito giro di affari e individuare gli autori del reato nonché le responsabilità penali delle società coinvolte, si legge nella nota della Guardia di Finanza – e che potrebbe rappresentare un importante precedente. E' infatti il primo provvedimento di questo tipo adottato in Italia e apre scenari inediti. Ai gestori di Telegram viene chiesto di inibire immediatamente l'accesso ai canali o di rimuovere i file illecitamente diffusi.


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