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Zauli, tre anni speciali. “Palermo mi ha regalato emozioni uniche”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT








Era l’estate del 2002. “Ho preso lo Zidane della serie B”, esclamò un raggiante Maurizio Zamparini raggiunto al telefono dopo la conclusione della trattativa per portare in rosanero Lamberto Zauli: professione trequartista e genio del calcio.

Nato a Roma il 19 luglio 1971, Zauli calcisticamente cresce a Grossetto nelle giovanili dell’Unione Sportiva Grosseto, dopo essere passato dalle giovanili del Modena approda al Ravenna dove vince il suo primo campionato di serie B. Nella stagione 97/98 passa al Vicenza di Francesco Guidolin dove disputa la coppa delle coppe. Gran parte della sua carriera si intreccia con quella del tecnico di Conegliano Veneto, che seguirà anche a Bologna e Palermo.

Il suo acquisto fu il biglietto di presentazione ai tifosi del presidente Zamparini che aveva preso il comando della società di viale Del Fante, dopo aver lasciato il Venezia e aver trasferito in rosa – con un travaso senza precedenti – gente del calibro di Maniero, Marasco, Bilica, Di Napoli e aver fatto arrivare dal Torino Antonino Asta. Zamparini aveva già tentato di portare Zauli a Venezia ma fu l’allora tecnico Prandelli a non volerlo.

Quella sera di agosto del 2002 le cronache raccontano di uno Zamparini felice come un bambino a cui hanno comprato il suo giocattolo preferito. Zauli racconta un curioso aneddoto: “Venni convocato a Milano dal ds rosanero Rino Foschi per firmare il contratto, in macchina durante il tragitto telefonai a casa mia dicendo a mia moglie che sarei rientrato in serata a Vicenza per preparare i bagagli e ripartire l’indomani”.

Dopo la dopo firma invece accadde l’incredibile. “Il presidente Zamparini mi propose di andare subito con lui a Palermo, con il suo aereo privato, perché in serata era in programma un’amichevole con il Chievo. Voleva presentarmi ai tifosi e fare un giro di campo insieme a me. Ebbi soltanto il tempo di avvisare mia moglie e mi ritrovai in viaggio per Palermo, senza neanche un bagaglio. Devo ammettere che quel giro di campo davanti ai tifosi, in delirio per il mio arrivo, non lo scorderò per il resto della mia vita”, ricorda con emozione.

Così ebbe inizio una meravigliosa favola di calcio che sarebbe stata consegnata agli archivi rosanero di sempre. Zauli disputa a Palermo tre stagioni, collezionando 69 presenze e realizzando 14 reti. Ma non tutto andò per il verso giusto, qualche infortunio di troppo ha ostacolato un cammino che poteva essere ancora migliore: il più grave fu la frattura del perone, rimediata il 26 ottobre del 2002 in un fortuito scontro di gioco con il giocatore del Cagliari Grassadonia che lo costrinse a restare fuori per tutto il girone di andata.

Al suo ritorno Zauli contribuì a trascinare i compagni ad un soffio dalla promozione, sfumata all’ultima giornata a Lecce (3 a 0, 7 giugno 2003). Ma il destino fu più generoso nelle due stagioni successive, Zauli fu uno degli artefici del ritorno del Palermo in serie A e l’anno dopo disputò un altro strepitoso campionato nella massima serie.

Nella mente di Zauli affiorano tanti bei ricordi. “La partita della promozione con la Triestina (3-1 il 29 maggio 2004); la vittoria a Catania (0 – 2 del 9 novembre 2003) dove segnai uno dei due gol; la partita a Milano con l’Inter (1 – 1 il 18 settembre 2004) davanti a 15 mila tifosi rosanero in delirio che celebravano la prima trasferta in A dopo 32 anni; il gol alla Lazio nella gara del 16 gennaio 2005, vinta in trasferta per 3 a 1 con doppietta di Luca Toni”.

Leader in campo ed uomo spogliatoio, la sua classe e la sua tecnica furono sempre al servizio della squadra, indimenticabili i suoi assist. “Ho vissuto la città nella sua interezza, l’attaccamento dei tifosi è stato qualcosa di veramente eccezionale. La gente si stava riavvicinando al grande calcio dopo un lungo periodo nelle categorie inferiori, l’entusiasmo era contagioso. Ho vissuto tre anni meravigliosi, non solo in campo: la città ci faceva sentire importanti. Siamo stati i protagonisti di una bella favola, ricordo il primo anno di serie A con lo stadio esaurito già durante la campagna abbonamenti”.

La sua avventura a Palermo terminò nel 2005; in scadenza di contratto, Zauli firmò con la Sampdoria, accogliendo l’invito di Zamparini di trovare un’altra squadra in quanto ritenuto non più adatto alla nuova formazione rosanero. “È come se non fossi mai andato via – confessa Zauli -, sento sempre l’affetto dei palermitani. Poche città regalano le emozioni che ho vissuto a Palermo, quelle che restano nel cuore per sempre”.

Appese le scarpe al chiodo, Zauli ha intrapreso la professione di allenatore e, dopo tanto girovagare tra le categorie minori e campionati giovanili, dal 3 luglio 2019 è stato chiamato dalla Juventus, alla guida della formazione primavera.

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