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App Immuni: MID interviene su privacy, raccolta dati e natura open source

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Le app per il tracciamento dei contatti sono considerate uno dei pilastri sul quale fondare la cosiddetta fase 2 della pandemia, ovvero il momento in cui si inizierà a tornare lentamente alla normalità. L'Italia ha scelto da alcuni giorni l'app Immuni che servirà a raggiungere lo scopo; il sistema di tracciamento non è ancora attivo, l'app quindi non può essere ancora scaricata, ma ha già fatto molto discutere anche per i risvolti legati all'inevitabile raccolta di dati personali – tralasciamo gli aspetti prettamente politici della vicenda.

Il Ministero dell'Innovazione, che ha collaborato attivamente per scegliere la task force di 74 esperti che a loro volta hanno selezionato l'app, ha ritenuto opportuno intervenire oggi per chiarire alcuni aspetti che riguardano Immuni e il sistema di contact tracing che entrerà in vigore nelle prossime settimane. Un chiarimento opportuno, visto che la notizia dell'adozione di Immuni è stata affidata in larga misura all'ordinanza firmata dal commissario per l'emergenza Domenico Arcuri che non era entrata nei dettagli del funzionamento.

CONFORMITA’ AGLI STANDARD INTERNAZIONALI

Uno dei criteri fondamentali per la scelta dell'app è stata la conformità alle linee guida definite dalla Commissione europea che prevedono sia il rispetto delle norme del GDPR – si tratta quindi di app che minimizzano allo stretto necessario il trattamento dei dati personali – sia la caratteristica dell'interoperabilità, ciò significa che l'app italiana deve essere in grado di dialogare con un'analoga app adottata in Germania o Francia (aspetto fondamentale quando sarà possibile iniziare a pensare ad una ripresa degli spostamenti tra i vari Stati europei).


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