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Curiosity, il rover NASA è gestito in remoto con PC di fascia media e occhiali anaglifo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Questo periodo di quarantena ha permesso a molti di avvicinarsi a modalità di contatto che le persone abituate a lavorare in remoto conoscono molto bene, è stato un costante fiorire di video-conferenze e video-call, un modo per sentirsi più vicini nonostante la lontananza.

Anche le principali agenzie spaziali hanno dovuto prendere precauzioni ed adeguarsi alle attuali condizioni, tra queste la NASA che nonostante abbia temporaneamente fermato alcuni dei progetti in opera, ha in essere una serie di missioni che non possono essere abbandonate a se stesse. Se il prossimo luglio, salvo ritardi ovviamente, prenderà il via la nuova missione Mars 2020 con l'invio sul pianeta rosso di un rover nuovo di zecca chiamato Perseverance, sappiamo bene che Curiosity è ancora attivo e gode di buona salute. Come fare per proseguire i lavori di esplorazione di Marte? Naturalmente lavorando in remoto, ed è proprio quello che il team responsabile del rover sta facendo.

Tutto è cominciato lo scorso 20 marzo, giorno in cui al Jet Propulsion Laboratory della NASA, nel sud della California, non c'era quasi nessuno, un giorno diverso, l'inizio di un lungo periodo di distanziamento sociale che, come riporta la cronaca, vede gli Stati Uniti impegnati al pari dei paesi europei. Risale a quel giorno la foto che vedete in testata, si stratta della prima volta in cui i membri del team responsabile per Curiosity non hanno potuto lavorare a contatto, e che hanno voluto ricordare con uno scatto storico.


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