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Sporche banconote: perché in tempi di Coronavirus è meglio pagare contactless

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La scorsa settimana mi sono deciso e ho riaffrontato la fila all'Esselunga dopo una precedente spesa fatta ad inizio aprile a Milano. Questa volta è stata un'esperienza meno traumatica di quanto mi aspettassi e dopo 30 minuti circa di attesa mi sono ritrovato davanti all'ingresso interno, tutti rigorosamente a distanza, gel sanificante a disposizione, temperatura rilevata da un addetto e via tra i mille corridoi.

Rispetto al mese scorso, la consapevolezza di tutti è massima, anche tra gli scaffali si sta attenti alle distanze e per tutto il tempo ho notato una rassicurante allerta che poi si è infranta alla cassa. Prima di me due signore sulla quarantina ed un signore di mezz'età, tutti e tre con mascherina e guanti di ogni tipo con i quali avevano evidentemente toccato merce, carrelli e qualsivoglia superficie del supermercato. Osservandoli ho notato una cosa alquanto spiacevole: con i loro guanti hanno tirato fuori portafogli e borselli, rovistato e pagato con banconote. Una delle due signore ci teneva poi a trovare nella sua borsa le monetine che avrebbero pareggiato il conto e così, con i guanti, le ha cercate per almeno 15 secondi nella sua borsa arrivando all'obiettivo (e toccando tutto ciò che si trovava all'interno).

In TV, alla radio, sul web, perfino sui social network continuano (giustamente) a ripeterci le regole fondamentali da rispettare per evitare la diffusione del virus, ma sono poche, pochissime le avvertenze per quei pochi momenti comuni come quello in cui si fa la spesa. Dopo aver assistito a quella scena il mio pensiero è rimasto fisso su quelle banconote, pezzi di carta notoriamente sporche e ricettacolo di batteri e sostanze più disparate, perché non anche qualche "simpatico gruppo di Covid-19 in gita".


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