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Si va verso una riapertura graduale. Il Pd vuole una cabina di regia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Massima cautela e gradualità nella ripartenza delle attività, senza accelerazioni che rischiano di vanificare i sacrifici fatti fin qui. Questa la raccomandazione del Comitato tecnico scientifico al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la riunione in video conferenza che si è svolta ieri. Una raccomandazione che è anche la linea che il presidente del Consiglio ha fatto sua da tempo e che ha già illustrato nelle recenti interviste alle Tv straniere La Sexta e Nbc.

Una riunione molto partecipata: assieme al presidente Conte, per il governo, c’erano i ministri Dario Franceschini, Roberto Speranza, Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Teresa Bellanova, Elena Bonetti, Paola De Micheli, Lucia Azzolina; tra i componenti del Comitato scientifico, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, il direttore del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, il direttore scientifico dell’Istituto per le malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’, Giuseppe Ippolito, il componente del comitato e geriatra del Policlinico Gemelli di Roma Roberto Bernabei, oltre al commissario per gli approvvigionamenti, Domenico Arcuri e al commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli.

“Necessario non forzare la mano”

Una ‘plenaria’ durata quasi tre ore e durante la quale, si apprende, è stato fatto il punto della situazione con i dati aggiornati della curva epidemiologica, sulle misure fin qui adottate, ma soprattutto si è concordato sulla necessità di non forzare la mano con le riaperture rispetto alla data fin qui ufficializzata, quella del 16 aprile. La decisione, ha comunque sottolineato Borrelli in conferenza stampa, spetterà all’autorità politica che la comunicherà nella sede opportuna.

Una prima riunione alla quale ne seguiranno altre, viene spiegato, per gettare le basi di un cronoprogramma – seppure di massima – per le riaperture. Le parti interessate si rivedranno certamente prima della data – ormai prossima – del 16 aprile, ma non avrebbero al momento fissato una data per la nuova riunione.

La proposta dei dem

Il Partito Democratico insiste con la proposta di una cabina di regia: la delegazione dem non ne ha parlato ieri perché, viene riferito, non era ancora la sede opportuna per discuterne. Ma la linea dei dem rimane questa: una cabina di regia che raccolga rappresentanti di governo e forze politiche di maggioranza e opposizione, enti locali e regioni, sindacati e imprenditori e comunità scientifica.

“Si apre una fase molto delicata di questa emergenza drammatica, dobbiamo affrontarla con una cabina di regia autorevole, con all’interno maggioranza e opposizioni, enti locali, regioni, parti sociali e comunita’ scientifica”, ha detto il ministro Boccia al termine della riunione. Tutti insieme per governare la ripartenza, ma anche per verificare l’efficacia delle proposte messe in campo dal governo a cominciare dal Cura Italia e dal decreto liquidità appena varato. Un decreto al quale, ha spiegato il vice segretario del Pd Andrea Orlando, dovrà seguire un provvedimento ad hoc per la sburocratizzazione e semplificazione della Pubblica Amministrazione.

“La palla tocca a due settori che svolgeranno una funzione essenziale. Alla pubblica amministrazione, alla quale si chiede uno sforzo importante di semplificazione, puntando sull’autocertificazione, facendo in modo tale che le misure, i sussidi e gli interventi che si dovranno realizzare, arrivino in porto più presto possibile”. E poi “al sistema creditizio, e non mi riferisco tanto alla banche, quanto ai lavoratori che stanno agli sportelli e non solo, ai quali è richiesto uno sforzo straordinario, perché dovranno gestire un flusso di molti miliardi di euro, anche avendo a che fare con lavoratori e imprese in condizioni di grave crisi”.

Il ruolo delle banche

Al ruolo delle banche ha fatto riferimento nei giorni scorsi anche il responsabile economico del Pd, Emanuele Felice: “lavoreremo anche perché le banche non ostacolino questa liquidità”. Insomma, la preoccupazione dei dem è che gli istituti di credito possano non essere del tutto preparati ad affrontare questa nuova fase e che lo sforzo del governo possa essere vanificato dalla lentezza nella risposta di istituti di credito e sistema amministrativo. Una preoccupazione manifestata anche dal segretario Zingaretti che nelle ore scorse ha sottolineato: “Ora ci vuole il massimo della velocità dal sistema amministrativo e delle banche per l’accesso alla liquidità”.

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