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Android 11, i "seamless update" diventano obbligatori per tutti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Con Android 11 i seamless update diventeranno obbligatori per tutti i dispositivi che integrano i servizi Google come Play Store, YouTube e Gmail. Lanciati con Android 7 Nougat, sono rimasti opzionali fino ad Android 10, e diversi produttori, tra cui la leader del mercato Samsung, non li hanno adottati. Altri, come OnePlus, Sony, LG, ASUS e Motorola, sì.

I seamless update rendono l'applicazione di un aggiornamento software più veloce e sicura, al prezzo di perdere un po' di spazio libero nella memoria interna. Vengono anche chiamati partizionamento A/B, visto come funzionano: la partizione di sistema (A) con tutti i file essenziali all'esecuzione di Android viene duplicata file per file, e rimane inattiva (B). Quando arriva un aggiornamento, viene applicato sulla partizione inattiva B; al riavvio del dispositivo da parte dell'utente, il sistema avvia con la partizione B aggiornata, e la A diventa inattiva. Con la patch successiva il ciclo si ripete a lettere scambiate e così via. Questa ridondanza offre due grossi vantaggi principali:

  • L'applicazione vera e propria dell'aggiornamento, ovvero la copia e scrittura dei nuovi file e l'eventuale eliminazione di quelli non più necessari, può avvenire in background mentre il dispositivo continua a funzionare normalmente per l'utente. L'unica interruzione dura il tempo di un riavvio – un minuto al massimo, mentre di solito aggiornamenti "piccoli" come le patch mensili richiedono almeno un quarto d'ora di elaborazione.
  • Se per qualche motivo l'aggiornamento crea problemi e il sistema non riesce più ad avviare può sempre ripiegare sulla partizione meno aggiornata.

Ai tempi di Nougat, nel 2016, non era difficile vedere smartphone con 16 o addirittura 8 GB di archiviazione interna; si può quindi comprendere perché Google abbia deciso di lasciare l'implementazione della funzionalità opzionale. Oggi, tralasciando Android One, è difficile trovare meno di 64 GB nei nuovi arrivati sul mercato. Una manciata di GB si può sacrificare, insomma. Vale la pena osservare che il nuovo requisito dovrà essere osservato solo sugli smartphone nativi Android 11, quindi non ci sono garanzie che i seamless update arriveranno su smartphone attualmente sul mercato, come la famiglia Galaxy S20.


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