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Torna alta la tensione tra maggioranza e opposizione sul decreto Cura Italia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

La collaborazione tra il governo e il centrodestra, sollecitata più volte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non riesce a decollare e segna un nuovo ‘inciampo’ sul decreto ‘Cura Italia’. Malgrado tre riunioni in 36 ore, esecutivo e minoranza non riescono a trovare l’accordo sugli emendamenti al decreto.

Nel corso dell’ultima cabina di regia, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia lamentano la scarsa attenzione del governo davanti alle loro proposte e chiedono di cominciare a votare gli emendamenti ‘segnalati’ in commissione Bilancio al Senato. La riunione della commissione viene rinviata a martedì mattina, con il rischio che la collaborazione salti del tutto, se non si troverà un compromesso nelle prossime ore.

“Non hanno accolto quasi nulla delle nostre proposte, soltanto – a parole – la proposta di uso in deroga dei volontari della Protezione civile”, lamentano fonti di via Bellerio. “Non c’è alcun impegno, su alcuna nostra proposta e non ci dicono nulla dei provvedimenti al vaglio dell’esecutivo. Del decreto Scuola abbiamo appreso dalla tv perché il ministro è andato da Fazio ieri”, attaccano.

“Il governo si sta comportando usando i ‘pieni poteri’ di Orban, ma, diversamente del premier ungherese, senza la legittimazione del Parlamento” è l’accusa, durissima, dei leghisti. Il tema è accelerare e favorire l’approvazione del ‘Cura Italia’, che dovrebbe approdare mercoledì in Aula al Senato. Da giorni – lo ha domandato espressamente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – il governo ha chiesto all’opposizione, e ai partiti di maggioranza, di ‘asciugare’ il numero di emendamenti depositati, trasformando quelli meno urgenti in ordini del giorno.

“Solo alcune delle nostre proposte sono state accolte, l’interlocuzione è stata molto blanda”, protestano da FI, “serve l’intervento di Conte: bisogna intestare all’opposizione alcuni emendamenti”. Dall’inizio dell’emergenza, FI chiede “l’uso dei voucher in agricoltura, liquidità per le aziende, la tutela della aziende strategiche italiane, la proroga della Cig e dei congedi parentali”.

“Da giorni lavoriamo alla cabina di regia tra governo e opposizioni per cercare di dare il nostro contributo e migliorare il decreto ‘Cura Italia’, che per noi ha diverse criticità. Purtroppo, finora non c’è stato nulla da fare: la maggioranza è totalmente arroccata sulle sue posizioni”, ha lamentato, dal canto suo, Giorgia Meloni.

Tutti e tre i partiti di opposizione negano di aver fatto ostruzionismo in commissione. “Sono stato lì due ore. Abbiamo chiesto di cominciare a votare subito gli emendamenti segnalati, non ne abbiamo votato neanche uno”, dice Matteo Salvini, che ha voluto seguire i lavori di persona. “Ci chiediamo dove sia la disponibilità” del governo, aggiunge Meloni, “perché non è molto chiaro”.

“A questo punto avremmo potuto dire ‘fate da soli’ e metterci a fare ostruzionismo – prosegue – ma l’Italia non può permettersi tatticismi in questo momento. Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare i propri 168 emendamenti e lasciarne solo 20, a cui si aggiungono 6 ordini del giorno. Sono meno di 30 proposte, tutte sensate e serie, come ad esempio quella di utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza per portare la spesa agli anziani che non possono muoversi o quella che prevede di rimborsare le famiglie per il pagamento delle rette scolastiche”.

“Noi – conclude la presidente di FdI- chiediamo al governo risposte su queste 26 proposte e poi saranno gli italiani a giudicare”. Il problema è che la collaborazione tra maggioranza e opposizione non è mai decollata, protestano da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Fonti di FI definiscono “disastrose” tutte le ultimi riunioni. “Ieri sera non voleva nemmeno presentarsi Roberto Gualtieri, i nostri capigruppo e rappresentanti economici hanno dovuto minacciare Federico D’Incà di andarsene per farlo venire”, sostengono.

Lunedì mattina “non avevano nemmeno i numeri dello scostamento, cioè la dimensione della ‘mini -manovra’, dunque abbiamo giudicato completamente inutile la discussione: se non sai quanto soldi hai, cosa decidi? Poi si è capito che non è risolto lo scontro interno alla maggioranza su Sace e altro – affermano – Il risultato è che non hanno preso impegni concreti su nessuna delle proposte dell’opposizione”.  

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