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Liquidità e Golden Power, così il governo 'blinda' le imprese

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Famiglie e imprese: sono questi i due pilastri che sorreggeranno tutto il decreto di aprile che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare fra domani e lunedì con l’obiettivo di dare ossigeno a imprenditori e lavoratori piegati dall’emergenza coronavirus. Il cuore del decreto saranno i finanziamenti per garantire i prestiti delle banche alle imprese: circa 10 miliardi in grado di iniettare nel sistema economico 200 miliardi di euro.

Una mossa che vede tutti d’accordo anche se oggi sono circolate voci su un presunto braccio di ferro fra il Partito Democratico e Italia Viva, avente per oggetto la quota del prestito da garantire. “Non c’è nessun braccio di ferro sulla quota di garanzia per i prestiti alle imprese. Il Pd lavora per assicurare alle imprese liquidità nel più breve tempo possibile”, sottolineano pero’ fonti del Pd. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha infatti spiegato in una intervista che “la nostra proposta ha come punto centrale il fatto che lo Stato dia alle banche la garanzia al cento per cento e le banche automaticamente bonifichino sul conto corrente delle partite Iva, tutte, purché siano piccole e medie, sotto i 40-50 milioni di euro, fino all’equivalente del 25% del fatturato dello scorso anno”. Interpellato dall’AGI, il responsabile economico del Partito Democratico, Emanuele Felice, ha sottolineato di voler “portare oltre il 90 per cento, verso il 95 per cento” la garanzia dello Stato alle banche, “e su questo lavoreremo anche perché le banche non ostacolino questa liquidità”.

Alle imprese guarda anche il provvedimento sulla golden power per le realtà italiane più ‘appetibili’ dai mercati esteri. Se il leader della Lega, Matteo Salvini, dice di aver chiesto al governo “di approvare la Golden Power, cioè che l’Italia possa dire no alla possibilità di acquistare da parte straniera”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, spiega che la norma è già pronta e sarà approvata nel primo provvedimento utile: “L’emergenza Coronavirus non metterà a rischio il nostro patrimonio produttivo e industriale”, aggiunge Fraccaro. E il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, precisa che varrà anche per le piccole e medie imprese e avrà effetto anche per i tentativi di acquisizione provenienti dall’area euro.

Una scelta, quella del governo, che raccoglie il plauso pressochè unanime delle forze politiche, da Giorgia Meloni al Partito Democratico. Forze politiche concordi anche sulla necessità di prevedere l’estensione del Reddito di cittadinanza, seppure declinato in maniera diversa da partito a partito. Matteo Renzi e Matteo Salvini, ad esempio, vorrebbero evitare l’effetto “paghetta”, ovvero che la misura messa in campo dalla ministra del Welfare, Nunzia Catalfo, inneschi meccanismi assistenzialisti. Per questo il leader di Italia Viva chiede che l’applicazione della misura sia ben delimitata nel tempo e nella scelta dei percettori. Il Partito Democratico, sottoscrivendo la proposta, suggerisce di far scadere il provvedimento ad agosto.

Complessivamente, il pacchetto lavoro varrà circa 15 miliardi e, oltre al Reddito di Emergenza, prevede l’ampliamento della Cassa Integrazione (che ora copre solo 9 settimane); aumentare e prorogare l’indennità per gli autonomi da 600 a 800 euro, fino al mese di maggio. 

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