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Baretta: “Non trasformiamo il reddito di emergenza in un fondo strutturale”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“L’emergenza è tale per tutti, anche per il governo”. Lo afferma in un lungo colloquio con Il Foglio il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, Pd e candidato alla poltrona di primo cittadino della sua città, Venezia, alle prossime comunali.  E nel parlare del prossimo decreto “Aprile”, come è già stato ribattezzato, il sottosegretario dice che con quel provvedimento “bisognerà tra le altre cose, dare una garanzia a chi ancora non ce l’ha” anche se non si sbilancia sulle “cifre esatte“, sulle quali “si lavorerà nelle prossime ore”, garantisce Baretta, , ma quel che è certo “è che si tratterà di una platea di beneficiari che hanno un problema semplice e brutale: l’esistenza”.

Ovvero, colf, badanti e tirocinanti, oltre agli stagionali, ai lavoratori del turismo a cui scade la Naspi. “Tutte categorie finora non tutelate dal reddito di cittadinanza”, sottolinea Baretta, “e neppure coperte dal Cura Italia” e per i quali – avverte con determinazione il sottosegretario al Mef – “mi auguro che nessuno pensi di rendere strutturale questa misura” in quanto si tratta di persone che “vanno rimesse il prima possibile nella condizione di tornare a lavorare”.

Tra le principali cose a cui pensa Beretta c’è da “affrontare il tema della liquidità “su cui interverremo già all’inizio della prossima settimana” garantisce, e quello della riapertura delle attività industriali e commerciali che lo stesso sottosegretario prevede “scaglionata e selettiva”.

Dulcis in fundo, l’Europa, con cui – prosegue Baretta – “troppo spesso ci lamentiamo invocando la possibilità di fare più debito”, anche se non è questo il punto, perché “il punto ora è semmai trovare degli strumenti collettivi per affrontare la crisi sanitaria e le sue conseguenze economiche“, tanto che il fondo per la disoccupazione Sure “è – per il sottosegretario all’economia – “il primo risultato e io confido che anche i Coronabond potranno esserlo”. Mentre sui Mes il suo giudizio è netto: “Così com’ò non serve affatto a innescare la ripartenza economica, per cui non. ci interessa” dice con sicurezza Baretta.

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