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Quelli ai quali piace la svolta autoritaria di Orban in Ungheria

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

L’Ungheria conferisce pieni poteri al premier Viktor Orban e lo fa senza limiti, lasciando che questi possano rinnovarsi senza limite. È una sospensione della democrazia quella a cui da corso il Parlamento ungherese con una maggioranza schiacciante di voti, 137 contro 53 contrari. E l’inaspettata svolta ungherese preoccupa governo e maggioranza italiani, mentre dall’opposizione Matteo Salvini guarda “con rispetto” alla decisione.

Dal Movimento 5 Stelle arriva la richiesta all’Unione Europea di sanzionare l’Ungheria che “abolisce la democrazia”, dice il Presidente della Commissione Ue, Sergio Battelli per il quale ora l’Europa deve “salvare se stesa”. Nel Pd è un’alzata di scudi contro Orban e Salvini che sembra approvarne le scelte.

Il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, dice a Orban che “bisogna combattere il coronavirus e non la democrazia”. E aggiunge: “Ecco la differenza fra noi e i nazional-populisti. Loro, appena possono, hanno questo vizio: ridurre le libertà delle persone”.

Per il vice di Zingaretti “il virus ha fatto ammalare anche la democrazia nel nostro continente”, spiega Andrea Orlando: “Ciò che sta avvenendo in queste ore in Ungheria è inaccettabile. L’Europa deve far tornare indietro Orban. Un regime autoritario non puo’ fare parte dell’Unione”, aggiunge Orlando. Ma i “pieni poteri” di Orban rimandano inevitabilmente a quanto accaduto in Italia lo scorso agosto quando, proprio la richiesta di pieni poteri avanzata da Salvini fece scattare la crisi di governo che porto’ alla fine del Conte I e alla formazione del governo ‘giallorosso’.

Per l’eurodeputato di Italia Viva, Nicola Danti, Orban concretizza quanto Salvini aveva evocato: “Orban in Ungheria si prende i pieni poteri, come qualcuno aveva sognato di fare in Italia: potra’ chiudere a suo piacimento il Parlamento e sospendere la democrazia. Una scelta contraria ai principi dell’Ue, con la quale ormai ha sempre meno a che fare”, sottolinea Danti.

Matteo Salvini, pur non plaudendo alla mossa del premier ungherese, non si sente di condannarla in quanto risultato del voto parlamentare, quindi di un meccanismo democratico: “Saluto con rispetto la libera scelta del parlamento ungherese (137 voti a favore e 53 contro), eletto democraticamente dai cittadini. Buon lavoro all’amico Victor Orban e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria in questi momenti difficili per tutti”.

Una posizione che il sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, vede come una sponda gravissima ad un disegno autoritario: “In Ungheria, sull’onda del Coronavirus, la deriva autoritaria si concretizza sopprimendo la democrazia, tra pieni poteri e privazione delle liberta’ fondamentali. Fatto inaccettabile per l’Europa. Gravissima la sponda offerta da alcune forze politiche italiane a questo disegno”.

Per Giorgia Meloni si sta facendo troppo rumore per nulla visto che, dice la presidente dei Fratelli d’Italia, anche in Italia è il governo a procedere a colpi di Dpcm: “Molto clamore per l’approvazione da parte del Parlamento ungherese di una legge che conferisce a Orban i poteri speciali per affrontare la fase di emergenza. Non conosco, nel dettaglio, quali siano i poteri speciali conferiti al Primo ministro ungherese ma mi corre l’obbligo di segnalare che in Italia quasi tutti i poteri sono stati dati al governo con un decreto legge che il governo ha deciso di interpretare in modo molto estensivo”.

Matteo Renzi ne approfitta per rivendicare la manovra che porto’ alle dimissioni di Salvini in agosto e, quindi, all’inizio del Conte II: “Salvini che oggi giustifica la scelta di orban mi fa passare d’incanto tutti i dubbi che ogni tanto mi vengono sulla nostra scelta di agosto 2019”.

I commenti dei renziani seguono la scia del leader di Italia Viva: “Fa paura pensare che solo pochi mesi fa chi chiedeva pieni poteri lo faceva dalle nostre spiagge”, dice la ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova. “Lo abbiamo fermato, perchecrediamo con forza che nessuna circostanza possa far venir meno la centralità del Parlamento e la democrazia come valore fondante della nostra Repubblica. Lascia sgomenti pensare che altrove questi principi possano venire meno”.

Quanto accaduto a Budapest, tuttavia, interroga ancora una volta la politica italiana sul senso e sul ruolo dell’Unione Europea in questa fase di emergenza: “Governo per decreto, poteri eccezionali rinnovabili senza limite, chiusura discrezionale del Parlamento, informazioni solo da fonti ufficiali sulla pandemia. È grave che Salvini applauda le misure antidemocratiche del suo amico Orban. Serve un’Europa solidale, non dei sovranismi”, scrive su la senatrice Pd Anna Rossomando.

Per Nicola Fratoianni di Leu ci si trova di fronte “all’ennesima brutta notizia per l’Unione Europea che ora deve scegliere se vuole guardare al futuro del Continente. Ora l’Europa deve decidere se vuole continuare ad avere fra i suoi membri uno Stato totalitario, incompatibile con i valori fondamentali della Ue”. 

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