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Apple, nessun ritardo per i prodotti 2020. Si lavora da casa sui prototipi

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La pandemia ha cambiato in poche settimane le vite di miliardi di persone e tantissime aziende stanno continuando a portare avanti le proprie attività con lo smart working (QUI i nostri consigli), consentendo ai dipendenti di lavorare da casa. Anche Apple ricorre al cosiddetto ''lavoro agile'' in questo periodo e ciò fa sorgere inevitabilmente interrogativi su possibili ritardi nello sviluppo dei progetti in corso, anche alla luce del recente lockdown degli Stati Uniti che terminerà non prima del 30 aprile.

Un recente report di Bloomberg rivela come la casa di Cupertino si sta riorganizzando per affrontare al meglio l'inaspettata situazione. Le informazioni salienti sono:

  • I progetti attualmente in sviluppo non sono stati messi in pausa e, come preventivato, possono ancora essere finalizzati entro l'anno. Senza scendere nei dettagli, Bloomberg cita espressamente nuovi modelli di HomePod, Apple TV, MacBook Pro, iPad di fascia più economica, Apple Watch e iMac. Anche il lancio dei prossimi iPhone resta fissato per il consueto periodo autunnale. Stesso dicasi per le nuove versioni software, a partire da iOS 14, che verranno regolarmente presentate a giugno nell'ambito della WWDC 2020 (si terrà solo online).
  • Apple ha rivisto in maniera significativa le politiche interne: per quanto riguarda i dispositivi hardware, a partire da marzo, Apple ha consentito agli ingegneri di continuare a lavorare da casa anche su prodotti che si trovano nelle fasi iniziali di sviluppo, ovvero prototipi dei modelli destinati alla vendita; prima dell'emergenza sanitaria tali attività erano consentite solo su dispositivi quasi del tutto completi – es. gli iPhone usati per condurre test in uno scenario di utilizzo reale. Che si tratti di nuovo hardware o nuovo software, i dipendenti i devono essere espressamente autorizzati dai dirigenti di più alto livello per lavorare da casa.

In breve, Apple ha dovuto allentare un po' le maglie delle stringenti regole che ha sempre seguito per evitare la diffusione di indiscrezioni su prodotti non ancora annunciati. La posta in gioco – ovvero riuscire a rispettare la roadmap dei prodotti 2020 – giustifica il provvedimento.


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