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Death Stranding "è stato un flop, contrasti tra Sony e Kojima" | Retroscena

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Hideo Kojima, Sony, Konami. Tre soggetti che insieme hanno segnato la storia dell'industria videoludica, e che sono al centro dei rumor del momento: dopo le prime indiscrezioni di fine febbraio, oggi siamo tornati a parlarvi della possibilità che Kojima si occupi del revival di Silent Hills (esatto, con la "s" finale), progetto che si era mostrato in demo nel 2014 ma era poi stato abortito per l'insorgere di varie problematiche, che hanno poi portato all'addio tra Kojima e Konami.

Il seguito lo sappiamo: nasce Kojima Production, che riceve un grosso supporto economico da Sony per sviluppare un nuovo IP, Death Stranding. Il gioco esce ad inizio novembre, e divide il pubblico: c'è chi lo ama e lo ritiene un'opera transmediale e unica, e chi ne critica il gameplay e lo giudica semplicemente noioso. Di certo non si può dire che Kojima abbia perso la sua carica visionaria, questo no: in questi giorni difficili, molti di quelli che hanno giocato il suo ultimo titolo avranno ripensato a Sam Porter mentre attraversavano il quartiere deserto per raggiungere il supermercato più vicino, con una minaccia costante e immateriale nell'aria, simile alla cronopioggia.

Chiusa parentesi, arriviamo ad oggi: cosa ha spinto, dunque, Kojima e Konami ad avvicinarsi nuovamente, dato che sembravano essere ormai divisi da una frattura insanabile? La mediazione di Sony, anzitutto. Ma non solo: per paradosso, a condizionare questa nuova situazione è stato anche il flop commerciale di Death Stranding.


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