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Ban Huawei stravolge il 5G: basta fornitori unici, le telco vogliono reti open source

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il ban imposto a Huawei ha sconvolto il settore delle telecomunicazioni, non tanto per la forzata assenza delle GApps su smartphone e tablet del produttore cinese, quanto per le difficoltà che operatori e portatori d'interesse stanno affrontando riguardo la diffusione delle reti di nuova generazione. Bloccare uno dei tre principali player nel campo delle infrastrutture 5G significa per le compagnie telefoniche dover rivedere le proprie strategie, mettendo in conto un possibile ritardo nell'ingresso sul mercato rispetto alla concorrenza.

É stato dopo la decisione da parte del Regno Unito di limitare fortemente la presenza di Huawei sulla rete nazionale che si è registrata un'accelerata nei colloqui tra i diversi operatori, intenzionati a collaborare per sviluppare una tecnologia comune che li renda indipendenti da singoli fornitori di infrastrutture. E, qui, il riferimento a Huawei non è ovviamente casuale.

Ad oggi, i tre grandi del settore – Huawei, Nokia ed Ericsson – hanno sviluppato soluzioni che non possono essere integrate a infrastrutture, switch e antenne realizzate da altri produttori. In altre parole, ad oggi la rete Huawei funziona solamente con impianti e infrastrutture Huawei, così come Nokia con Nokia ed Ericsson con Ericsson. Ma come fare dunque per essere meno dipendenti da questo obbligo?


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