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Tra psicosi, coerenza e tech: storia del Coronavirus che ha fatto crollare il MWC

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il Coronavirus divide, questo è l'unico dato certo che possiamo avere oggi. Opinioni discordanti, numeri poco chiari, psicosi da un lato, normale influenza dall'altro. Da settimane su tutti i giornali e su tutte le pagine web, ma concretamente da ieri sera, il Coronavirus ha preso maggior forza mediatica all'interno del settore Tech a causa dell'annullamento del MWC 2020 da parte della GSMA.

Prima di arrivare al punto focale di questo articolo – la coerenza di comportamento – facciamo un piccolo riassunto molto generale. Secondo il più accreditato epidemiologo cinese, Zhong Nanshan, il punto di flessione dell'epidemia – ovvero il giorno in cui il numero delle nuove infezioni sarà minore rispetto a quello precedente – potrebbe arrivare tra metà e fine febbraio. Decisamente più cauta la posizione della WHO (World Health Organization) che ha chiaramente detto come sia ancora troppo presto per fare una simile previsione. Sebbene il numero di casi fuori dalla Cina stia diminuendo, dentro i confini è aumentato esponenzialmente oggi 13 febbraio, a causa di un diverso metodo di rilevazione (anche chi ha i sintomi può esser considerato come "infetto" in Cina così da ricevere trattamenti più celeri).

Ufficialmente la WHO riporta oltre 60.000 infezioni da COVID-19 (nome ufficiale) e oltre 1.300 morti, numeri importanti che impongono l'allerta nel mondo intero. Tuttavia c'è una precisazione da fare, ovvero che fuori dalla Cina ci sono stati solo due morti (uno ad Hong Kong ed uno nelle Filippine) e che l'epicentro è la tristemente nota Wuhan, che conta con la sua provincia di Hubei ben 45.000 casi.


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