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Coronavirus, Foxconn vuole riattivare metà della produzione in Cina entro fine mese

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Prima l'emergenza, poi la reazione. Dopo la decisione di chiudere gli stabilimenti cinesi a causa della diffusione del coronavirus (COVID-19), Foxconn, uno dei principali produttori di smartphone, tra cui quelli di Apple, pensa a come riprendere le attività nella specifica area geografica. Il piano c'è e produrrà effetti a partire dalle prossime due settimane.

L'azienda punta a riattivare metà della produzione portata avanti dagli stabilimenti cinesi entro fine mese; a marzo sarà poi ripristinato l'80% dei normali livelli produttivi delle fabbriche che operano in Cina. Questi sono gli obiettivi che il Presidente di Foxconn, Liu Young-Way, si è preposto, stando a quanto riferito a Reuters da una fonte ben informata dei fatti.

Gli stabilimenti Foxconn di Zhengzhou e Shenzen sono particolarmente importanti per le forniture degli iPhone: il primo si occupa di realizzare iPhone 11 e il nuovo iPhone SE 2 (in attesa di ufficializzazione), il secondo degli iPhone di nuova generazione. Per fronteggiare l'emergenza del COVID-19 ha spostato parte delle attività in India, ma per tornare ad una produzione a pieno regime sono fondamentali gli impianti cinesi.


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