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Palermo, u sapuri ri gol… A Cittanova la vittoria più importante

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FOTO PEPE / PUGLIA

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“Ghiaccioli all’arancio, sapuri ri gol, forza Palermo sei la squadra del mio cuor, gol, gol, gol, Forza Palermo sei la squadra del mio cuor”. Con la gioia del vecchio tifoso innamorato della propria squadra del cuore, ma anche con la soddisfazione di un appassionato – nonché anziano cronista – del bel calcio davanti alla più emozionante e divertente espressione di quello che resta lo sport più entusiasmante del mondo, alla fine degli interminabili 99 minuti e 11 secondi di Cittanova mi è ritornato in mente il mitico inno del Palermo del 1991 (a mio avviso il più coinvolgente di sempre), firmato da Toni Sperandeo e dallo scomparso Giovanni Alamia, e mi sono messo a cantarlo a squarciagola.

Da solo, davanti al computer, felicissimo per il formidabile, ennesimo successo – il quarto di fila – dell’SSD Palermo di Rosario Pergolizzi sul campo della combattiva e mai doma Cittanovese, spettacolare prova di forza, di coraggio, di autorevolezza della capolista, capace di stravincere una memorabile partita segnando i due gol decisivi in dieci contro undici, quando si temeva un tracollo finale.

E invece la grandissima, entusiasmante squadra dagli amati colori rosanero ma in maglia bianca sul campo calabrese, ci ha regalato un epilogo da ubriacatura di contentezza, dimostrando ancora una volta, in condizioni di inferiorità numerica per la sciagurata espulsione di Lancini – imperdonabile – e sotto la fortissima pressione dei padroni di casa che hanno inseguito con estrema determinazione il colpaccio, di essere la squadra più forte del campionato e di meritare ampiamente il salto di categoria in Lega Pro, nel giorno in cui il lamentoso e stucchevolmente polemico Savoia si è fatto bloccare sullo 0-0 sul campo del Roccella Ionica e dunque risulta adesso staccato di 7 punti, che a questo punto del cammino sono parecchi e preziosissimi.

E allora diciamola tutta: la data di domenica 9 febbraio 2020, a lume di logica calcistica – che spesso, lo ricordo a me stesso, viene presa a calci dai risultati sul campo -, ma anche a fiuto di uno che qualche partita nella propria vita l’ha vista e raccontata, sembra destinata a restare scolpita a caratteri cubitali nella storia di questo campionato della rinascita del calcio nella città di Palermo dopo la triste fine dell’era Zamparini. La splendida vittoria a Cittanova, la nona della squadra di Pergolizzi su undici sfide in trasferta a conferma di un rendimento eccezionale, assolutamente da record, lontano dalle mura amiche dello stadio Barbera, sul quale l’SSD Palermo sta costruendo la vittoria finale, può davvero risultare decisiva.

Sempre facendo i debiti scongiuri e condividendo in pieno l’appello dell’allenatore rosanero ai suoi a non mollare neanche per un attimo concentrazione e in pieno, i numeri cominciano a fare chiarezza: sette punti di vantaggio sul Savoia, unica rivale, quando mancano undici partire alla fine, significano che Pelagotti e compagni possono permettersi il lusso di perdere il confronto diretto a Torre Annunziata e magari anche un altro incontro, restando sempre avanti agli avversari.

Significano anche una grande iniezione di fiducia per affrontare l’ultimo terzo del cammino e significano infine che il tifo del popolo rosanero, sempre fantastico e commovente come hanno dimostrato le immagini da Cittanova, sarà ancora più intenso, appassionato, motivato, costituendo un’ulteriore e formidabile spinta per una squadra che si sta rivelando capace di superare sul campo ogni tipo di difficoltà, infortuni, squalifiche, espulsioni. Come fanno e come devono fare i più forti di tutti.

Chiudo con due note. “U sapuri di gol”, inebriante per chi ama il calcio, è la vera ragion d’essere e l’unico obiettivo concreto di questo sport. A Cittanova l’SSD Palermo ce lo ha fatto abbondantemente gustare: vincere 4-2 in trasferta in 10 contro 11, sapere regalare spettacolo, gol a raffica, emozioni infinite anche in una situazione difficilissima è roba da grandi, da primi della classe, che giocano e lottano fino all’ultimo per affermare la propria forza. Onore al merito, dunque, a Floriano, Langella, Peretti, firme d’autore in una domenica memorabile.

La seconda è per il presidente rosanero Dario Mirri, immortalato dalle immagini dietro la rete di recinzione con le sue mutevoli espressioni, una sorta di bellissima narrazione a parte che ci ha reso in pieno tutta la passione e l’amore di questo signore per la sua creatura. Onore al merito anche a lui, che ci ha regalato la possibilità di vivere nuove emozioni rosanero e di ricantare “ghiaccioli all’arancio, u sapuri ri gol” con la gioia di una volta.

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