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iPhone, produzione in ginocchio: il coronavirus chiude Foxconn e Pegatron

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Le conseguenze del coronavirus iniziano ad essere pesanti non solo sulle persone – sicuramente l'aspetto più importante – ma anche sulla produzione. Il settore tecnologico risulta essere tra quelli più colpiti, con diverse aziende costrette ad interrompere le attività lasciando a casa migliaia di lavoratori per tutelarne la salute ed evitare il propagarsi del virus.

Già diversi giorni fa Xiaomi ed Apple avevano manifestato i primi problemi, poi estesi a Samsung e Foxconn con la chiusura delle prime fabbriche in Cina: in sintesi, il rischio è che nel giro di pochi mesi non si trovino più smartphone sul mercato, visto che l'import è seriamente minacciato e la produzione stessa si avvia verso un blocco fino a data da destinarsi. Per fare un paio di esempi, le spedizioni di iPhone sono previste in calo del 10% (ne riparleremo dopo), e le unità di ROG Phone II sono sempre più difficili da trovare.

La già citata Foxconn è tra le più colpite in assoluto: da lei dipende la produzione di iPhone (ma non solo), e la carenza di manodopera minaccia gravi ritardi con ovvie ricadute economiche. Appena pochi giorni fa il management dell'azienda taiwanese ha preso la decisione di vietare ai dipendenti della sede di Shenzhen di tornare al lavoro (sarebbero dovuti tornare oggi, 10 febbraio). Le condizioni ancora non ci sono, e si rende necessario attendere nuove istruzioni. E a rendere la situazione più chiara nella sua gravità è l'analista Ming-Chi Kuo, che in una nota agli investitori ha voluto dare indicazioni sulle condizioni in cui versano i vari fornitori di Apple, Foxconn e Pegatron su tutti.


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