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Palermo da promozione, stadio Barbera da serie A: che domenica!

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Per la prima volta, da quando Stadionews24 e il carissimo direttore Guido Monastra mi hanno dato l’onore e il piacere di scrivere queste quattro righe ogni settimana, darò un po’ di voti, farò una piccola pagella di quelle che i ragazzi portano a casa felici di farle vedere ai genitori. Perché la partita e la vittoria, a mio avviso molto bella e stra-importante, dell’SSD Palermo nel derby con l’FC Messina mi è piaciuta molto e perché mi sento piacevolmente ispirato, dunque sono tutti voti positivi.

Sono anche i voti, metto le mani avanti, di uno che le partite dei rosanero le vede su Eleven Sports, con un’ottica che è certamente falsata rispetto a quelli che sono allo stadio e che può indurre a sopra o sottovalutazione, a seconda dei casi. Può darsi pertanto, pur cercando di sopperire con una certa esperienza di partite di calcio, che sbaglierò qualche voto anche clamorosamente, se sarà così perdonatemi. Anche se devo dire che, questa volta, un bel 7 se lo merita anche la telecronaca di Eleven, finalmente andata avanti senza intoppi particolari e senza quei giramenti improvvisi delle immagini che fanno girare altre cose.

Il voto più alto, il massimo dei voti e cioè un bel 10, voglio darlo con enorme compiacimento e senza alcuna ruffianeria al pubblico dello stadio “Renzo Barbera”, che in un post su feisbuc a fine partita ho definito di Serie A. Lo è stato non soltanto per il numero dei paganti – 16.998, due soli in meno dei 17.000 tondi, numero di nuovo da capogiro per il campionato di Serie D e certamente degni della massima Serie – , ma anche e soprattutto per il modo con cui è stato a fianco della squadra per tutti i circa 100 minuti.

Magnifico davvero il tifo rosanero, vedendolo sullo schermo del computer, uno spettacolo di passione, di colori, di entusiasmo, di divertimento. Senza scivolare nei più stucchevoli luoghi comuni, è assolutamente vero che questa gente può rappresentare l’uomo in più, la grande spinta per Pelagotti e compagni nella fase dello sprint finale con l’irriducibile Savoia, che sembra non mollare di un centimetro e resta a cinque lunghezze dall’SSD Palermo capolista, che marcia con passo spedito e sicuro.

Due splendidi 9 li voglio dare alla partita nel suo complesso e al protagonista assoluto, il risolutore Ferdinando Sforzini, che se continua così convincerà anche me, ne sarò felicissimo, a chiamarlo Nando-gol, anche se mi fa “arrizzare le carni”.

La partita, l’ho scritto a caldo e lo ribadisco, è stata a mio umile avviso bella e appassionante in assoluto, a prescindere dalla categoria e dalla qualità dei giocatori in campo. Sarà pure calcio di Serie D, dilettantistico, ma quello che abbiamo visto domenica scorsa allo stadio della Favorita è stato calcio vero, una partita intensa, gagliarda e combattuta fino all’ultimo pallone da entrambe le squadre: i padroni di casa che dovevano assolutamente vincere per non perdere terreno rispetto all’ormai unica inseguitrice e l’ottimo FC Messina, più che meritatamente terzo in classifica, che ha cercato fino all’ultimo il pareggio senza trovarlo e lamentandosi forse un po’ troppo per presunti torti arbitrali.

Un gran bel derby, insomma, “sanguigno” e incerto, che mi ha tenuto incollato allo schermo del pc con grande interesse e divertimento. Una di quelle partite che ci aiuta a riappropriarci dei valori veri di questo sport che amiamo tanto. Sforzini ha segnato due gol fondamentali, dopo quello di Marina di Ragusa, facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto da cannoniere di razza: una conclusione vincente di testa e di forza, travolgendo ogni ostacolo e un’altra di piede, chiudendo con perfetto tempismo e precisione un eccellente contropiede portato avanti dal buon Ficarrotta. Come dire che, in assenza dei due attaccanti titolari di partenza Ricciardo e Santana, Nando-gol potrebbe alla resa dei conti restare nella storia del campionato come l’uomo decisivo.

Dulcis in fundo, l’ultimo voto, un 8 pieno, lo voglio dare con sincero piacere all’allenatore Rosario Pergolizzi, che ho spesso garbatamente criticato per scelte che non sono piaciute. Questa volta è stato bravo in tutto, nella scelta della formazione (resa peraltro obbligata dalle numerosissime e importanti assenze per infortuni o squalifiche), nell’impostazione tattica, nei cambi operati con intelligenza e lucidità e al momento giusto. Onore al merito, quando ci vuole ci vuole. Che faccia il suo lavoro, il mister rosanero, è interesse di tutti che riesca a portarlo fino in fondo centrando il grande obiettivo che tutti aspettiamo.

Delle pecche non parlo, passo. Un’altra volta lo farò di nuovo, sono molto contento di questa bella vittoria in una bella sfida e me la godo. Forza Palermo!

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