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"Salvini sbaglia, il nazionalismo fa perdere", dice Umberto Bossi 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“La gente si chiede: la Lega fa ancora gli interessi del Nord, sì o no? Basta fare due conti. Più della metà degli elettori italiani vive sopra il Po. Se perdiamo questi, è finita”. È l’analisi di Umberto Bossi, fondatore, segretario e adesso presidente onorario della Lega, a suo tempo del Nord e oggi nazionalista. E a questo proposito, Bossi – in una intervista a La Repubblica – sostiene che “con la linea nazionalista neanche in Emilia c’era da pensare di vincere”.

Intanto perché “Bonaccini è stato bravo ad agganciarsi per tempo al treno di Lombardia e Veneto, con il progetto del regionalismo differenziato” e poi perché “la Lega nazionalista invece gli ha concesso uno spazio che doveva essere il suo”.  

Il fondatore della Lega Nord ritiene che “il popolo emiliano vuole raggiungere il traguardo dell’autonomia, sul modello di Zaia e Fontana” e quell’obiettivo “era la prima cosa da offrirgli”, altro che prima gli italiani: “Per quello basta e avanza la destra nazionalista”. Quindi una cosa è chiara, per Bossi, dopo il voto emiliano del 26 gennaio: “Se trasferisci la Lega al Sud, poi diventa più difficile chiedere il voto alla Lombardia, al Veneto e all’Emilia”.

La priorità, per il fondatore della Lega, è pertanto continuare a “batterci per l’autonomia”, e per riuscire a raggiungerla, prosegue, “l’esperienza insegna che serve mantenere anche buoni rapporti con la sinistra, più sensibile della destra a questo tema” perché “in Europa è la sinistra che ha concesso spazi all’autonomia”. E “se avvenuto in Catalogna”, perché non può accadere anche “in Lombardia?”, si chiede l’anziano leader.

Che aggiunge: ” E poi nell’Italia meridionale l’elettorato si divide per clientele, come facciamo a credere che la Lega nazionalista diventi primo partito del Sud?”. “È stato un errore provarci” è io suo giudizio conclusivo. Secondo Bossi, infatti, “le ultime elezioni ci dicono che la strategia di andare al Sud è entrata in crisi. Torniamo indietro fin che siamo in tempo. Sono convinto che l’autonomia è una meta che raggiungeremo, per questo tengo duro” perché “ora si apre di nuovo la partita dell’autonomia”. 

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