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Recensione Xiaomi Amazfit Stratos 3: né carne né pesce

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Annunciato lo scorso anno in occasione dell'ultimo IFA di Berlino insieme al nuovo GTS (trovare la recensione qui), il nuovo Amazfit Stratos 3 (ecco la nostra anteprima) sulla carta non è molto differente dal suo predecessore e, proprio per questo motivo, mantiene lo stesso posizionamento di prezzo. Da qui la domanda, più che legittima: che senso ha acquistare un dispositivo che 12 mesi abbiamo giudicato soddisfacente, ma che oggi – viste le (poche) migliorie annunciate e i progressi compiuti nel frattempo dalla concorrenza – fatica a rientrare nella categoria best-buy?

La possibilità di provare il prodotto per qualche giorno ci ha permesso di capirne più e di spingerci in qualche considerazione più approfondita. Tutte le mie risposte le trovate qui di seguito.

FUORI UN CRONOGRAFO

Comincio parlandovi dell'estetica e dei materiali che, come vi anticipavo, sono molto simili a quelli del modello dello scorso anno. La cassa è realizzata combinando acciaio inossidabile e ceramica per la ghiera e i tasti e policarbonato per tutta la struttura sottostante. La sensazione che si ha sin dal primo contatto è quella di avere tra le mani un prodotto ben costruito, resistente ma allo stesso tempo abbastanza leggero. Parliamo di circa 60 grammi che lo rendono abbastanza comodo da indossare.


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