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Rimodulazioni, come funzionano e quali limiti hanno le compagnie telefoniche

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Rimodulazioni, croce per gli utenti e delizia per le compagnie telefoniche, ma quali sono i limiti che devono per legge essere rispettati e dove si pone il confine tra condotta lecita e pratica commerciale scorretta? Abbiamo voluto approfondire la questione in base alle attuali regolamentazioni (che potrebbero cambiare, sia chiaro…), al fine di creare maggior consapevolezza sull'argomento.

La curiosità al riguardo è cresciuta esponenzialmente in questi giorni visto che l'AGCOM (l'Autorità Garante per le Comunicazioni), ha multato TIM Vodafone e Wind per il servizio che consente di utilizzare minuti, sms e giga del nostro piano anche a credito zero, con una sanzione di 696.000 euro ciascuna. Se l'argomento potrebbe apparentemente sembrare slegato dal discorso rimodulazioni, in realtà sono molteplici gli elementi che legano le due questioni, la loro analisi può fornirci la base ideale per approfondire.

MODIFICHE CONTRATTUALI NON UNILATERALI

Sintetizzando un po', tutto cominciò a dicembre con una diffida da parte di AGCOM, motivata dall'ambiguità delle nuove ricariche che prevedevano l'attivazione obbligatoria di un'opzione (non necessariamente voluta dal cliente) al costo di 1 euro, cifra che veniva decurtata automaticamente dal valore della ricarica stessa. La prima era stata TIM nel maggio del 2019 con Ricarica+, seguita da Vodafone con Giga Ricarica ed infine da Wind con Ricarica Special. In tutti i casi, l'opzione obbligatoria permetteva di utilizzare il proprio piano a credito zero, per poi rifarsi del costo sulla ricarica successiva, che nel caso di un taglio da 10 euro ne forniva solamente 9 effettivi.


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