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Facebook sborsa 550 milioni di dollari per risolvere causa sul riconoscimento facciale

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Dopo aver violato nuovamente le condizioni imposte dall'Antitrust italiano per pratica commerciale scorretta (nonostante la multa da 10 milioni di euro), in quanto il social non informa adeguatamente gli utenti che i loro dati personali vengono raccolti per fini commerciali, Facebook torna al centro delle cronache per un'altra questione relativa alla raccolta di dati.

La società di Zuckerberg sborserà 550 milioni di dollari per risolvere una causa legale relativa all'uso improprio della tecnologia di riconoscimento facciale. A intentarla una class action portata avanti dai residenti dell'Illinois, che hanno accusato il colosso di Menlo Park di aver raccolto i dati biometrici degli utenti senza aver preventivamente richiesto un permesso scritto, come prevedono invece le leggi dello Stato.

Il problema è legato alla funzione "Tag Suggestions", lanciata nel 2011 e presente solo in alcuni Paesi, che sfruttando un software di riconoscimento facciale suggerisce agli utenti quali amici compaiano nelle loro foto, in modo da poterli taggare. Secondo i promotori della class action, la versione iniziale di questa funzionalità avrebbe raccolto i dati biometrici senza il consenso degli interessati.


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