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"Avanti con il proporzionale". Franceschini vede un bipolarismo Pd-Lega

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Il risultato dei 5 Stelle? “Sgombra il campo da un dubbio, e cioè che in Umbria fossero andati male perché si erano coalizzati con noi. Ora hanno corso da soli e l’esito è stato peggiore”. È il giudizio del ministro della Cultura Dario Franceschini in un’intervista al Corriere della Sera. Quindi, tira le conclusioni il capo della delegazione dem a Palazzo Chigi, che “il problema non è l’alleanza” e ciò rafforza in lui la convinzione che “il proporzionale con uno sbarramento al 5% semplificherà ulteriormente il quadro” e porterà “a un bipolarismo di fatto Lega-Pd, ognuno con i propri alleati che avranno superato lo sbarramento”.

Secondo il titolare del dicastero di via del Collegio Romano, “l’idea che il bipolarismo sia figlio del maggioritario e che il proporzionale sia il suo nemico, è smentito dalla storia italiana” perché “per cinquant’anni, con il proporzionale senza lo sbarramento, la vita politica del nostro Paese è sostanzialmente ruotata attorno al confronto bipolare tra Dc e Pci”. Così, con l’avvento del maggioritario, “al quale pure credemmo convintamente – seguita a ragionare Franceschini – siamo finiti nella frammentazione, nei ribaltoni, nelle coalizioni disomogenee” mentre nella realtà “il motore di tutto è l’azione politica”.

Franceschini tuttavia riconosce che per imboccare questa strada “i 5 Stelle hanno bisogno di tempo” e per questo “è necessario costruire un campo di forze riformiste che, per usare un lessico da Prima Repubblica, richiami a una sorta di Arco costituzionale”, lavorando “a una piena condivisione di valori” e in quest’ottica il Pd deve rinunciare ad “avere tentazioni egemoniche” né avere “l’istinto dell’auto-sufficienza”.

Ecco perché, in tal senso “l’operato inclusivo di Nicola Zingaretti è intelligente”, dice Franceschini, che avverte: “La vittoria in Emilia-Romagna non vuol dire aver ancora vinto in Italia. Intanto abbiamo perso in Calabria. E le prossime Regionali non saranno facili: il centrodestra è molto forte e pericoloso”, conclude, aggiungendo che l’accordo raggiunto sul proporzionale in Parlamento di fatto non si tocca: “Non capisco perché fermarsi. C’è un’intesa tra le forze di maggioranza, che in modo più o meno dichiarato piace a una larga fetta delle forze di opposizione”. E poi il proporzionale “serve al Paese”.

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