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Bezos e l'intrigo con Arabia Saudita e Trump: accuse a iPhone e WhatsApp

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La tecnologia è ormai al centro della nostra vita, nel bene e nel male: non solo per l'Internet delle Cose o per l'accesso alla rete in qualunque angolo della Terra ci si trovi, magari in 5G, ma anche per tessere trame politiche (più o meno lecite) e rubare dati personali a fini di estorsione. In questo caso specifico torniamo a parlare della contorta vicenda che vede coinvolti in prima persona Jeff Bezos, numero uno di Amazon e del Washington Post, la sua fidanzata Lauren Sanchez – con Mackenzie Bezos la storia è ufficialmente finita l'estate scorsa -, il giornale americano The Enquirer e l'Arabia Saudita. Insomma, un perfetto mix tra scandali privati, business, omicidi e politica. E tecnologia, appunto.

Solo pochi giorni fa era stata diffusa la notizia dell'hackeraggio dello smartphone di Bezos tramite l'invio su WhatsApp di un video da parte del Principe dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman. Il fatto risaliva al 2018 (QUI trovate un nostro approfondimento), ma i dettagli su come il dispositivo sia stato reso vulnerabile sono emersi solamente ora. Ma perché proprio il Principe dell'Arabia Saudita?

FACCIAMO UN PASSO INDIETRO

Per farla corta, qui entra in gioco il discorso legato allo spionaggio internazionale. Bezos, come detto, è il proprietario del Washington Post, quotidiano per cui lavorava Jamal Khashoggi, assassinato all'interno del consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul. Khashoggi era da tempo schierato contro il Principe ereditario saudita, e secondo la CIA il giornalista sarebbe stato attirato all'interno del consolato in Turchia per "metterlo a tacere il più presto possibile" (lo riporta il giornale turco Hurriyet).


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