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Amazon, continuano le proteste ecologiche dei dipendenti tra minacce di licenziamenti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il tema di Amazon e inquinamento è particolarmente caldo in questo periodo, specialmente per noi in Italia da quando, qualche giorno fa, RAI Presadiretta ci ha dedicato la puntata Vite a domicilio. Nel corso del weekend, il gruppo di attivisti interni Amazon Employees for Climate Justice ha pubblicato su Medium le dichiarazioni di ben 357 dipendenti che si sono esposti con tanto di nome, cognome e ruolo nell'azienda, chiedendo un'intensificazione degli sforzi verso le emissioni zero. Ricordiamo che l'intento attuale di Amazon è diventare carbon neutral entro il 2040, con l'obiettivo intermedio di completare una spedizione su due senza emettere CO2 entro il 2030.

La risposta ufficiale di Amazon è tuttavia stata piuttosto aggressiva nei confronti dei dimostranti: l'azienda ha osservato che è vietato discutere pubblicamente di questioni private interne senza essere autorizzati, e che le violazioni potrebbero essere punite anche con il licenziamento. In effetti, è proprio questa politica, emersa con un'iniziativa analoga la scorsa primavera, che ha spinto i dipendenti a esporsi in modo così esplicito: l'idea è che la forza dei grandi numeri eviti ritorsioni da parte della dirigenza, pena un incubo lato PR. Questa è stata la nota stampa rilasciata da Amazon ai colleghi di GeekWire:

Tutti i dipendenti sono incoraggiati a comunicare in modo costruttivo con tutti i molteplici team interni ad Amazon che lavorano su sostenibilità e altri argomenti, ma intendiamo mettere in pratica quanto previsto dal nostro regolamento sulle comunicazioni verso l'esterno e non permetteremo che i dipendenti screditino o calunnino l'azienda o il duro lavoro dei loro colleghi che stanno sviluppando soluzioni a questi difficili problemi.


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