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6G: Giappone in prima linea. Nel 2030, 10 volte più veloce del 5G

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il 2020 sarà un anno importante per le reti 5G e gli smartphone che le supporteranno: dopo le prime reti commerciali attivate nel corso del 2019, il segmento si espanderà in maniera più decisa e capillare. Il 5G è un fenomeno nuovo, eppure si parla da un po' dell'epoca post-5G. Riflette sul 6G, ad esempio, il Giappone, una delle nazioni in cui il 5G arriverà con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi – il debutto è previsto in primavera – e che, anche per questo, sta pensando di predisporsi al meglio alla successiva rivoluzione delle infrastrutture di rete.

Una riflessione concreta, visto che secondo un recente rapporto del Nikkei, il Ministero degli affari interni e delle comunicazioni giapponese istituirà entro fine mese un comitato di ricerca sul 6G guidato dal Preside dell'Università di Tokyo, Makoto Gogami, e con la supervisione diretta del Ministro Sanae Takaichi. Vi prenderanno parte, entro giugno, anche dirigenti di spicco dell'operatore telefonico NTT e di Toshiba. L'obiettivo è definire obiettivi e strategie per il 6G. Sono previsti circa 2 miliardi di dollari di investimenti in ricerca e sviluppo.

Un progetto a lungo termine, ma non troppo: il Giappone punta a dare il via alle reti 6G nel 2030 e ad offrire velocità di trasferimento dati che risulteranno sino a 10 volte maggiori rispetto a quelle offerte dal 5G (dovrebbe esser chiaro che il solo parametro della velocità non è indicativo dei vantaggi derivanti dall'adozione delle reti post-4G). Nella corsa verso la nuova frontiera delle reti dati il Giappone non è solo: la Cina ha già avviato diversi progetti di ricerca, così come le società sudcoreane (ved. i progetti di Samsung e quelli di LG). In Europa è la Finlandia tra i primi Stati a muoversi nella stessa direzione.


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