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Palermo, la settimana più difficile. Ci vuole… equilibratura e convergenza

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Stadio Renzo Barbera Palermo -Settembre 2015

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FOTO PUGLIA / PEPE
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Probabilmente è stata la settimana più tesa, la più lunga, la più controversa dell’anno per il Palermo. Il pareggio del Savoia ha consentito di affrontarla con tre punti di vantaggio in classifica ma non si respira di certo l’aria delle grandi occasioni. 

Con una lunga e rara intervista televisiva l’amministratore delegato Sagramola ha provato a riportare il clima sui binari della normalità ma a giudicare dai commenti social non è stato particolarmente convincente, nonostante abbia ribadito “a stampatello” che la società è solida e non ha nemmeno l’ombra di difficoltà economica.

Il tecnico Pergolizzi, nonostante la difesa di Sagramola (“Non è’ vero che non ha in mano lo spogliatoio, è primo in classifica”) e quella precedente di MIrri (“Eccellente allenatore. Prima di Pergolizzi va a casa Mirri”), è sempre investito da critiche fin troppo severe per uno che guida una squadra prima in classifica dalla prima giornata e che non è così zeppa di campioni come pensa qualcuno.

I giocatori sembrano aver finalmente compreso cosa sono le ormai famose “pressioni” dell’ambiente palermitano: se qualcuno di loro, dopo le dieci vittorie iniziali, ha pensato che fosse tutto facile e bello è meglio che si rimetta a pedalare prima che sia tardi.

Una settimana calcisticamente difficile anche per le assenze di Doda e Vaccaro che si uniscono alle non brillanti condizioni fisiche di alcuni giocatori, circostanze che costringeranno il tecnico e la squadra a sperimentare nuove strade tattiche per vincere e convincere.

E’ stata anche la settimana degli appelli a riempire lo stadio, partiti spontaneamente da gruppi di tifosi che hanno pubblicato sui social un grazioso video, anche commovente per le sue finalità ma che involontariamente contribuisce a creare l’atmosfera dell’ultima spiaggia e che ci riporta alla memoria le ultime disgraziate stagioni. E meno male che il Palermo è primo in classifica e che manca ancora tutto il girone di ritorno. 

Si offende nessuno se dico che un po’ tutte le componenti della “famiglia” Palermo stanno commettendo errori generati da una eccessiva ansia e che sarebbe più opportuno che ognuno svolgesse il proprio ruolo?

Mi spiego meglio: quello che comanda, nel calcio, è il risultato. Da un po’ di tempo si stanno creando le condizioni per cui anche una “normale” partita casalinga con il Roccella ha assunto i contorni della sfida decisiva: e non è una cosa positiva. Se fossi un tifoso del Savoia quasi quasi riderei, osservando il “gigante” Palermo che si complica la vita da solo.

I tifosi (quelli veri, quelli che amano la maglia) vadano allo stadio senza preoccuparsi se sarà pieno o vuoto e aiutino la squadra con la passione di sempre; i giocatori diano in campo il 101% senza presunzioni di grandezza e con la fame di vincere; il tecnico faccia serenamente le sue scelte, che stavolta oltretutto sono oggettivamente più difficili per la situazione di emergenza; e la società, magari, faccia con altrettanta serenità le sue valutazioni sulla necessità di rinforzare la squadra per diminuire il rischio di insuccesso.

Con queste premesse vincere sarà più facile.

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