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A Hammamet per tre giorni sfila l'orgoglio socialista

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

L’orgoglio socialista si trasferisce per qualche giorno ad Hammamet. Da venerdì a domenica nella città tunisina dove Bettino Craxi ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, la Fondazione Craxi commemora il ventesimo anniversario della scomparsa dell’ex leader socialista, morto il 19 gennaio del 2000. Sono state oltre 600 le persone partite da Roma, Milano, da tutta Italia. Arrivano in aereo, in nave e probabilmente qualcuno sarebbe stato disposto ad arrivare anche a nuoto. Non ci sono solo i ‘grandi’ nomi del socialismo italiano, ma soprattutto tanti ex o attuali militanti. 

Quei cuori socialisti passati al centrodestra

C’è Vincenzo, 52 anni, che arriva da Reggio Calabria e mostra orgoglioso una foto di quando era giovane: era in camicia bianca e con un garofano appuntato all’occhiello. “Qui – dice con un filo di commozione – sono davanti all’ex Ansaldo a Milano, dove nel 1989 si svolse il Congresso del Psi. Studiavo all’Università Cattolica di Milano e in quegli anni mi sono avvicinato alle idee del socialismo riformista”. Per Vincenzo “ricostruire un Psi forte oggi è un sogno, l’Italia ne avrebbe bisogno”. Quando gli si chiede chi vota oggi, non ha esitazioni: “Centrodestra. All’inizio, nel ’94, i voti socialisti andarono quasi tutti a Forza Italia, fu una reazione emotiva al giustizialismo dei post-comunisti. E oggi la situazione non mi sembra molto cambiata”.  

Da sud a nord, Emilio ha 60 anni e arriva da un piccolo paese in provincia di Novara. Durante la Prima Repubblica era stato segretario socialista del suo comune, ora milita nella Lega. Mostra orgoglioso le foto della tomba di Craxi nel primo anniversario della morte: “Questo è il cimitero dove lui è sepolto. È un bel posto, si vede persino il mare. Quest’anno è la seconda volta che vengo”. Quanto alla sua scelta di militare nella Lega, spiega: “È vero che qualche leghista sventolava il cappio in Parlamento durante Mani pulite, ma il Carroccio non è più quel partito”. Emilio si lascia poi sfuggire una considerazione: “Prima in Italia comandava la politica, oggi i giudici”.

C’è anche Claudia, ex socialista craxiana che ora milita in Forza Italia. Ha con sé una coppa di vetro con dentro dei garofani verdi bianchi e rossi, “la regalerò a Stefania Craxi, perché il garofano è il simbolo del socialismo e perché Bettino Craxi amava l’Italia”. Tra i più giovani accorsi in Tunisia, Salvatore, 28 anni, originario di San Fratello, il piccolo paesino siciliano che ha dato i natali a Benedetto Craxi, il nonno di Bettino. “Da noi – sottolinea – Craxi è un mito, gli abbiamo anche dedicato una piazza. Nel 1984 gli avevamo conferito la cittadinanza onoraria e nel 2018 l’abbiamo data anche alla figlia Stefania”. 

All’aeroporto ad accogliere tutti c’è Bobo Craxi, mentre Stefania dà il benvenuto in hotel. Gli appuntamenti della tre giorni sono iniziati venerdì pomeriggio al Comune di Hammamet, dove il sindaco ha invitato per un saluto la Fondazione Craxi e alcuni parlamentari e personalità arrivate dall’Italia. Subito dopo ci si sposta nella villa di famiglia ad Hammamet, dove Bettino visse negli ultimi anni e dove vive ancora la moglie Anna, per “una serata tra amici”, come la definisce Stefania.

Incontro con la storia

Porte aperte anche alla stampa, ma la figlia dell’ex leader socialista avverte: “Mamma lasciatela in pace, ha deciso tanti anni fa di non rilasciare mai interviste e non lo farà. È una donna che ha sofferto abbastanza e chi la conosce sa che non ha mai approfittato di un millimetro della posizione che aveva il marito”. E poi, aggiunge con amara ironia, “se qualcuno deve andare in bagno può vedere i rubinetti d’oro. Il famoso tesoro lo cerchiamo scavando in giardino”.

Tra le sale c’è un concentrato al metro quadro impressionante di storia del Psi. Oltre alla famiglia di Bettino (la moglie Anna, i figli Stefania e Bobo e i nipoti), gli ex parlamentari del Psi Claudio Signorile, Fabrizio Cicchitto, Margherita Boniver, Saverio Zavettieri, Ugo Intini e Carlo Tognoli. Molti anche i politici di nuova generazione, come gli esponenti di Forza Italia Alessandro Cattaneo e Alessandro Battilocchio, l’ex governatore campano Stefano Caldoro e il parlamentare di Noi per l’Italia Alessandro Colucci. Per il PD è presente a titolo personale Giorgio Gori. Ci sono anche personalità del mondo dello spettacolo e della musica, come Costantino Della Gherardesca ed Edoardo Bennato.

Cicchitto e Tonioli si mettono in un angolo a parlare dei congressi dei secondi anni ’50, quelli della svolta autonomista dal Pci. Intini resta ore seduto sul divano a parlare con i vecchi “compagni”. Nello studio che fu di Bettino c’è un fax nuovo di zecca, quello storico usato dall’ex presidente del Consiglio nei suoi “j’accuse” è stato spostato nella sede della Fondazione a Roma, come un reperto da proteggere.

Ad Hammamet il tempo sembra si sia fermato. Quando si incontrano, alcuni dei più anziani si salutano ancora chiamandosi “compagno” o “compagna”. E non provate mai a dargli del ‘lei’. “Tra compagni ci si dà del tu”, e’ il leitmotiv. E nell’hotel di Hammamet che li ospita ogni tanto qualcuno fischietta l’Internazionale.

Per qualche giorno i socialisti, ora dispersi in un’interminabile diaspora tra destra e sinistra, tornano ad essere protagonisti, come nei decenni della Prima Repubblica quando il Psi era “l’ago della bilancia” del sistema, tanto che tra il 1983 e il 1985 riuscì ad esprimere contemporaneamente il presidente della Repubblica (Sandro Pertini) e il presidente del Consiglio (Craxi). E qui, quando si parla di quel periodo, a molti vengono ancora le lacrime agli occhi. 

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