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Tre settimane con Huawei Mate 30 Pro: il punto su foto e autonomia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Spesso mi chiedono quale smartphone utilizzi nella mia vita privata, fuori dal trambusto delle recensioni e delle prove, ma la risposta non soddisfa mai nessuno. La verità è che, purtroppo, non ho il tempo di godermi un "telefono personale"; una sfortuna dal mio punto di vista, perché perdo tante cose, un gran privilegio da altre prospettive, se si considera l'opportunità di provare di continuo gli "ultimi modelli" e stare al passo con il flusso.

Per testare davvero un terminale bisogna usarlo, e usarlo bene nelle situazioni più comuni per giorni, settimane o mesi, anche se spesso bisogna correre contro il tempo; da momenti di calma, come quello attuale, si passa infatti al "fiume in piena" con ritmi serrati. Il periodo a cavallo del nuovo anno è tendenzialmente quello più tranquillo con pochissimi nuovi smartphone sotto i riflettori, un momento perfetto per godersi qualcosa senza esser inseguiti.

Da metà dicembre al CES 2020 ho così utilizzato il Mate 30 Pro, lanciato da Huawei un po' in sordina anche nel nostro paese a fine novembre e tra i più interessanti modelli della casa cinese. Al netto del ban, infatti, è il primo dei loro smartphone con il Kirin 990, display waterfall e ultime soluzioni tecnologiche in ambito fotografico. Per questo ho voluto toccare con mano ciò abbiamo anche noi discusso in fase di lancio e, soprattutto, avere a disposizione durante le vacanze delle fotocamere all'altezza delle mie aspettative.


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