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Il Palermo “respira” ma restano in piedi ancora tante domande

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FOTO PUGLIA / PEPE
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La tentazione di “mettermi in ferie” a volte è fortissima. Perchè ho sottratto buona parte del sabato e domenica agli affetti familiari  pur di leggere tutti i commenti arrivati al sito o sulla pagina fb di Stadionews. Commenti variegati, ovviamente, ma quasi tutti con il comune denominatore della richiesta di esonero di Pergolizzi. E poi un concetto ricorrente che sintetizzo così: “Vediamo adesso cosa si inventa Monastra per difendere il tecnico”.

LA DIFESA DEL TECNICO: Io non “difendo” nessuno, semmai dò la mia opinione, nel pieno delle mie facoltà mentali e in assoluta buonafede. E siccome il riferimento di molti va all’articolo della scorsa settimana (Pergolizzi, il parafulmine del Palermo) mi sembra doveroso chiarire che quel pezzo non era tanto una difesa del tecnico ma soprattutto una richiesta di chiarezza il cui senso era questo: se Pergolizzi va bene va difeso dalla lapidazione social; se non riscuote fiducia va esonerato prima che sia troppo tardi. Concetto che vale anche adesso, una settimana dopo.

IL SILENZIO DELLA SOCIETA’: Il pareggio con il San Tommaso non ha provocato turbolenze particolari in società. Mirri non era allo stadio, Sagramola lontanissimo dall’Italia, Castagnini e Pergolizzi hanno discusso dopo la partita come sempre fanno. Non c’è stato nessun vertice o summit, come ho letto da tante parti. Perché la società aveva già deciso la settimana precedente una linea di fiducia nei confronti del tecnico (LEGGI QUI).

I fatti, direi purtroppo, confermano che quando ho scritto più di un mese fa (3 dicembre) che a questa squadra occorrevano alcuni rinforzi per poter recitare il ruolo che si era prefissato in estate non avevo visto male. Servono ancora almeno un centrocampista e un terzino esterno perchè per vincere i campionati occorre una rosa competitiva di 18 elementi e non soltanto gli 11 titolari. E forse in tanti hanno già dimenticato che questa squadra ha perso per strada il suo leader, Santana, e ha smarrito alcuni titolari “inamovibili” come Lancini, Martinelli, Martin, Ricciardo, Sforzini e Ficarrotta.

LIBERTA’ DI OPINIONE: Ovviamente non sarò io a negare il diritto di critica e lo vedete dallo spazio che dedico ai commenti e dalla disponibilità al pubblico confronto che non riscontro in nessun altro organo di stampa. Pergolizzi avrà anche le sue colpe ma non sono così sicuro che sia l’unico responsabile di una involuzione nei risultati ancor prima che nel gioco. Il Palermo non è mai stato bello ma almeno era vincente. E un tecnico non può essere esente da responsabilità, a patto di riconoscergli anche il merito di avere subito trovato la quadra in una situazione, quella estiva, assolutamente precaria. Ma è davvero tutta colpa del tecnico? Basta allontanarlo per risolvere i problemi? C’è qualcuno tra gli allenatori di categoria che può dare certezza di un rendimento migliore?

O la società avrebbe dovuto e potuto intervenire prima con qualche rinforzo? In fondo questa squadra – per quello che mi risulta non ufficialmente – è costata meno della metà del Bari dell’anno scorso pur avendo la disponibilità di incassi ragguardevoli grazie a un eccellente lavoro di marketing. E un vecchio proverbio dice: “quello che spendi mangi”. E i giocatori? Loro non hanno responsabilità? Sbagliare due rigori, mancare gol fatti davanti alla porta, rischiare sempre in difesa su ogni palla alta, rimediare stupide espulsioni, non sopportare le pressioni di una piazza “obbligata” a vincere sono responsabilità di una sola persona?

DOMANDE: Come vedete, anche stavolta lascio in sospeso tante domande, alcune delle quali – non tutte – nascondono anche la mia implicita risposta. Però c’è di più: la piazza rosanero si è già disunita e non mi sembra un particolare secondario. Quattro mesi fa, quando la Palermo del calcio, sebbene in D, sembrava “la famiglia del Mulino bianco”, tutti gli aficionados più stretti ripetevano come un mantra  che era meglio la serie D con una società “pulita” che avere ancora a che fare con Zamparini. Ora sembra che non vada più bene niente, nè la serie D nè la nuova società. Ci vuole pazienza così come ci vogliono anche i giusti investimenti. E ci vuole sangue freddo.

Ed invece già lo stadio si è svuotato, l’entusiasmo manifestato a ogni partenza del Palermo per le trasferte è già nel cassetto. La palermitanità della società, il senso di appartenenza e la felicità per la liberazione da Zamparini hanno già lasciato il passo alle preoccupazioni del passato: con la sorprendente conseguenza che adesso si sono ribaltate le posizioni e sono i tifosi a criticare il mancato esonero di un allenatore alle prime difficoltà. Un film già visto con Tedino, denigrato fin dal suo arrivo e ritenuto l’unico responsabile tranne poi accorgersi che con Stellone non è cambiato tanto e che la serie A è rimasta un miraggio.

Faccio poi fatica a comprendere quella atavica tendenza all’autolesionismo: se il San Tommaso pareggia a due minuti dalla fine Pergolizzi è scarso; se il Castrovillari raggiunge il Savoia all’ultimo minuto invece il Palermo ha culo. Non ha senso questo gioco al massacro, il tentativo di piegare la realtà al servizio delle proprie opinioni. Nemmeno il Savoia è invincibile e il duello a distanza con il Palermo durerà ancora a lungo, eccedere nelle polemiche credo non serva a nessuno. Già facciamo tanta bile nella vita di tutti i giorni.

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