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Beam Rider, la nuova vela laser potrebbe consentire i viaggi interstellari

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Allo stato attuale, i sistemi di propulsione utilizzati per viaggiare nel sistema solare si basano su reazioni chimiche e soffrono di molti limiti, uno su tutti le distanze limitate percorribili in relazione al tempo impiegato. Sono sistemi poco efficienti e non basterebbe il lasso di tempo di una vita umana per raggiungere il sistema a noi più vicino, Alpha Centauri. Questo di trova a 4,37 anni luce dalla Terra, distanza quantificabile in 41,2 trilioni di chilometri.

Prendiamo ad esempio la sonda Voyager 1, il veicolo che la NASA ha lanciato nel lontano 1977 e che dal 2012 si trova nello spazio interstellare (anche la sorella Voyager 2 ci è arrivata e da oltre 1 anno invia dati). Facendo finta che la sonda stia puntando verso Alpha Centauri (e così non è), alla sua velocità attuale impiegherebbe circa 75.000 anni per raggiungere l'obiettivo.

E' facile capire come il sistema di propulsione non sia adeguato ad un viaggio simile e nonostante siano passati svariati decenni non abbiamo al momento a disposizione soluzioni migliori. Più un viaggio è lungo e maggiore è la quantità di propellente necessaria, il che aumenta il peso dell'astronave ed aumenta esponenzialmente la necessità carburante in relazione alle sue dimensioni.


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