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Apple, FBI chiede sblocco di due iPhone. Il confronto sulla privacy si ripete

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Da un lato il legittimo interesse delle autorità a trovare indizi utili allo svolgimento delle indagini, mediante l'accesso alle informazioni custodite negli smartphone, dall'altro l'altrettanto legittimo interesse dei produttori di dispositivi elettronici di tutelare i dati degli utenti. Il contrasto tra due posizioni non sempre facilmente conciliabili si ripete con l'FBI che torna ora a chiedere ad Apple di esaminare i dati presenti in due iPhone.

Appartenevano a Mohammed Saeed Alshamrani, l'ufficiale dell'aviazione saudita che a dicembre scorso ha aperto il fuoco nella base aeronavale di Pensacola (Florida), uccidendo tre persone prima di essere fermato e ucciso a sua volta. L'FBI non ha escluso la matrice terroristica dell'azione criminale ed è tuttora alla ricerca di indizi utili a ricostruire la vicenda.

Quelli contenuti nei due smartphone del killer risultano inaccessibili: i dati sono crittografati e il proprietario è morto. Per questa ragione l'FBI ha inviato ad Apple una richiesta per ricevere assistenza. Apple ha dichiarato di aver già fornito all'FBI tutti i dati in suo possesso un mese fa: continueremo a supportare (l'FBI) fornendo loro tutti i dati disponibili – ha precisato un portavoce della casa di Cupertino. Dichiarazioni arrivate quando Apple torna dopo 28 anni a prendere parte al CES per ribadire il suo impegno nella tutela dei dati personali degli utenti.


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