Politica

Pisano: "Sull'identità digitale polemiche eccessive. Ecco come funzionerebbe"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Polemiche eccessive. La mia proposta è che l’identità digitale, ovvero Spid, venga rilasciata dallo Stato”. Il ministro dell’Innovazione Paola Pisano ha provato in queste ore a placare le polemiche sollevate dopo una sua intervista a Radio 1. Molti hanno criticato la sua proposta, paventando l’ipotesi di pesanti ingerenze dello Stato nella vita privata dei cittadini.

Ma alcune fonti del ministero assicurano all’Agi che si sarebbe trattato di un equivoco, e spiegano cosa c’è dietro la proposta. L’idea di Pisano, raccontano, prevede che così come la carta d’identità digitale oggi viene emessa e gestita dallo Stato, dal ministero dell’Interno per la precisione, lo stesso dovrebbe avvenire con Spid. Un’unica identità quindi, emessa contemporaneamente alla carta di identità digitale.

Il ministero, precisano, non ha intenzione di mettere in discussione che l’erogazione dei servizi di Spid venga fatta da provider privati, come oggi lo fanno Poste o Aruba. Ma Spid dovrebbe essere garantito dallo Stato, cosà come oggi lo Stato garantisce che dietro un codice fiscale o una carta d’Identità ci sia una determinata persona fisica.

Cosa cambierebbe dunque? Qualora i privati dovessero accettare la possibilità di accesso alle piattaforme tramite Spid, la dinamica, spiegano dal ministero, sarebbe assai simile a quello che avviene oggi quando usiamo il login di Facebook o Google per accedere a un’altra piattaforma o servizio: così come usiamo i nostri login su piattaforme private per accedere ad altri servizi o fare acquisti, così potremmo usare anche il login di Spid.

Con quali vantaggi? Ad esempio, continuano, mentre Facebook e Google registrano le nostre attività e le riutilizzano a fini commerciali, come proporci pubblicità o offerte, lo Stato, assicurano, non potrebbe registrare nulla perché violerebbe le norme sulla privacy. Si dovrebbe trattare quindi solo di un rapporto tra due database, uno dei quali garantisce l’identità di chi vuole fare accesso a un servizio online. Non si tratterebbe comunque di un obbligo per il cittadino quindi, ma, concludono il loro ragionamento al ministero, una possibilità offerta a chi ritiene che la gestione dei propri dati possa essere più sicura e tutelata se dietro ci sia lo Stato piuttosto che aziende private. 

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Close

Adblock rilevato

Disattiva il tuo AdBlocker