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Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Questa sera, care concittadine e cari concittadini, entriamo negli anni venti del nuovo secolo”. Sergio Mattarella volta la pagina del calendario e nel suo messaggio di fine anno ricorda che da domani entriamo nel 2020: “si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi. In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società”.

Nel rivolgere i suoi auguri agli italiani che lo seguono in diretta tv, il Presidente della Repubblica nota che la data ‘tonda’ rappresenta “un’occasione per pensare – insieme – al domani. Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza, naturalmente, trascurare il presente e i suoi problemi, ma anche rendendosi conto che il futuro, in realtà, è già cominciato”.

Nel mondo c’è “una diffusa domanda di Italia”. Con una inquadratura inedita per un discorso di fine anno, Mattarella mostra la foto del nostro Paese dallo spazio, una foto donata dalla governatrice del Canada ed ex astronauta, Julie Payette, in visita a Roma. “Proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero. Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti”.

Il presidente della Repubblica ricorda che spesso incontra Capi di Stato e ovunque, racconta, “registro una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione. Simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini. Vi è una diffusa domanda di Italia”. 

Identità italiana come sinonimo di genio e umanità

L’identità italiana, riconosciuta in tutto il mondo, “è sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità”. Mattarella rivolge un invito ad essere orgogliosi dell’identità nazionale che si è formata nei secoli. Il Capo dello Stato ricorda alcuni anniversari che si sono celebrati e si celebreranno nel 2019, nel 2020 e nel 2021, di tre indiscussi geni italiani patrimonio di tutta l’umanità: Leonardo da Vinci, Raffaello, Dante Alighieri. Il nostro Paese, “proteso nel Mediterraneo” è “per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti”.

“Abbiamo problemi da non sottovalutare”. Ricorda poi nel discorso di fine anno esorta gli italiani ad avere fiducia ma non nasconde che il Paese ha di fronte a sé diversi problemi cruciali: “Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo”. Per il Capo dello Stato questi problemi esistono e non si possono tacere “ma abbiamo ampie possibilità” per affrontarli e risolverli “e per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale”.

 “L’Italia riscuote fiducia. Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore”.  “Dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo”. E’ l’appello di Mattarella. “Conosco le difficoltà e le ferite presenti nelle nostre comunità. Le attese di tanti italiani” spiega il Capo dello Stato, “vi è un’Italia, spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare”. Dunque “dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà. Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà. Insieme”.​
 

Il divario tra Nord e Sud 

“E’ necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo”. “Per promuovere fiducia, è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini”. Mattarella rivolge quindi un rapido passaggio ai doveri delle istituzioni, cui ha già dedicato il discorso di auguri di fine anno dieci giorni fa. E se allora le aveva sollecitate a “volare alto” senza attardarsi nella sola ricerca di consenso, oggi chiede che esse si occupino dei problemi reali delle persone, perché “la democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza”.

 “I mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte”, ha proseguito. “Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria”. Il Capo dello Stato cita un esempio su tutti, la città di Venezia invasa dall’acqua alta, senza dimenticare “i territori colpiti dai sismi o dalle alluvioni, le aree inquinate, per sottolineare come il tema della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro Paese”.

 “Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane”, continua poi il Presidente della Repubblica “su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio”. “Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico”. 

“E’ una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica”. Mattarella fa notare come il civismo, insieme al rispetto, “argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza”. 

“Una associazione di disabili mi ha donato per Natale una sedia. Molto semplice ma che conserverò con cura perché reca questa scritta: ‘Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi’. Esprime appieno il vero senso della convivenza”, ha detto poi Mattarella, riferendo la scritta dipinta sulla sedia che gli è stata donata dai ragazzi della Locanda del terzo settore ‘Centimetro zero’.
 

Il senso civico sui social​

“Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri”. Ha aggiunto il presidente della Repubblica. “Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti – prosegue il capo dello Stato -. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false”.

La cultura deve essere realmente disponibile per tutti per far crescere insieme il Paese.  Mattarella nel discorso di fine anno parla di alcune “tessere preziose” che costituiscono il mosaico del Paese: “il mondo delle nostre università, i centri di ricerca, le prestigiose istituzioni della cultura”. “Ho conosciuto e apprezzato in tante occasioni l’attività che si svolge in questa costellazione di luoghi del pensiero, dell’innovazione, della scienza. Si tratta di un patrimonio inestimabile di idee e di energie per costruire il futuro”. Ma per il Capo dello Stato “è essenziale che sia disponibile per tutti. Che sia conosciuto, raccontato, condiviso. Che siano rimossi gli ostacoli e reso piu’ agevole il rapporto tra istituzioni culturali e società e l’accesso al sapere”. 

 “Un ruolo fondamentale è assegnato ai media e in particolare al nostro servizio pubblico. Abbiamo bisogno di preparazione e di competenze. Ogni tanto si vede affiorare, invece, la tendenza a prender posizione ancor prima di informarsi”. 

 

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