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Laneri: “Il Palermo è forte, se resta umile andrà in C. Ma qualcosa manca”

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FOTO PEPE / PUGLIA
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Il Palermo visto da Antonello Laneri. L’esperto direttore sportivo, ex del Siracusa, vicino in estate a diventare dirigente rosanero, fa il suo bilancio della prima parte di stagione dei rosa in Serie D, tra prospettive di mercato, situazioni da gestire in vista del girone di ritorno e una sua valutazione (fortemente critica) sull’impatto della regola dei 4 under.

Intervistato da Stadionews, afferma: “A parte qualche battuta d’arresto, sta andando abbastanza bene. Certamente il Savoia è la squadra che può dargli più fastidio da qui alla fine: è una squadra di categoria, di quelle che non molla. Se il valore dei rosa è davvero questo? Dico che hanno fatto bene, ma anche che un passo falso può costare caro. Se il Palermo continua così e rimane umile, è la squadra più forte ma dovrà stare attento. Il girone di ritorno è completamente diverso, può succedere di tutto. Detto questo il Palermo ce la può fare… e ce la deve fare”.

Guardando al calciomercato è chiaro: “La seconda parte del campionato è sicuramente più difficile, ci sono squadre che si devono salvare e guardano di più al risultato man mano che le partite diventano di meno. Il Palermo qualcosa sul mercato la dovrà fare. Su chi puntare per sostituire Santana? Certamente in Serie C ci sono giocatori interessanti da quel punto di vista, ma oltre all’attaccante il Palermo ha bisogno anche di qualche difensore. Penso che i dirigenti sappiano già dove intervenire”.

Quando invece si parla di allenatore (e allenatori in generale), Laneri sottolinea come la regola degli under sia un peso nelle scelte: “Da tempo dico che gli allenatori in Serie D avrebbero bisogno di più libertà. Quattro under sempre in campo sono troppi. L’anno scorso c’era anche la regola per cui più giovani giocavano e più soldi entravano in cassa. Penso invece che un ragazzo, chiunque esso sia, se è bravo gioca a prescindere e in qualsiasi categoria, anche in Serie D che – visto il numero di squadre – è la massima espressione del calcio italiano. É normale che il campionato si abbassa di livello se fai giocare i giovani solo perché sono “2000” o “2001” ma magari non meritano, quando invece si potrebbe investire su bravi giocatori e anche monetizzare”.

Laneri racconta un aneddoto aggiungendo una riflessione amara: “A Siracusa avevo 7-8 Primavera del Palermo, Punzi, Grillo, Toscano, Pirrello, Plescia… ma giocavano perché erano bravi. Conosco invece tanti classe 1997 e 1998 che sono in giro fra Eccellenza e Promozione e si sono persi. In Serie C non possono giocare perché sono cambiate le regole, in D sono “fuori lista”… e alla fine si investe su un 30enne che ‘almeno’ è esperto. E io mi chiedo: quando i vari 1999, 2000 e 2001 non saranno più under che cosa faranno?”.

A distanza di mesi, l’ex ds del Siracusa torna poi sui contatti con i rosa e sulla possibilità (poi sfumata) di arrivare in rosanero: “Ovviamente c’è un po’ di rammarico, chiunque vorrebbe lavorare in una piazza come Palermo, che per un siciliano rappresenta sempre il massimo. In ogni caso resto sempre un tifoso: da siciliano mi auguro che il Palermo, come tutte le squadre siciliane, vada avanti e risalga le categorie. Il calcio siciliano (a parte il Trapani) è un po’ scomparso, abbiamo bisogno di certe squadre e certe piazze”.

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