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Pixelmator Pro, "l'effetto CSI" è reale grazie all'intelligenza artificiale

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Pixelmator Pro ora include lo strumento che è passato alla storia per risolvere buona parte dei casi nei film e telefilm investigativi di serie B, ovvero l'aumento di risoluzione di un'immagine. Sfruttando un modello di machine learning, l'editor fotografico per utenti Mac è in grado di ingrandire le foto senza perdite drastiche di qualità e dettagli, e senza l'introduzione di artefatti spiacevoli come sfocature e parti sgranate.Di seguito alcuni confronti con i metodi di ingrandimento tradizionali (sul post di annuncio ufficiale sono interattivi; basta seguire il link FONTE in fondo all'articolo). Per riferimento: Nearest Neighbor è l'algoritmo più semplice e che produce i risultati peggiori, mentre Lanczos è il migliore e più avanzato. Bilinear sta nel mezzo.

Tutte le operazioni di elaborazione vengono eseguite in locale, il che significa che su alcuni Mac potrebbe volerci anche qualche minuto per elaborare una singola immagine. Sugli hardware di ultima generazione, meglio ottimizzati per le funzioni AI, i tempi di elaborazione scendono a pochi secondi. Se ci sono più GPU (come su una delle configurazioni più estreme del nuovo Mac Pro) o GPU esterne, l'attesa si avvicina molto allo zero. Questa piccola tabella riassume in modo efficace l'abisso, in termini di potenza di calcolo richiesta che separa i sistemi tradizionali rispetto a quello che si avvale del machine learning:

Questa invece illustra i tempi di attesa su un'immagine da 300.000 pixel e in caso di zoom del 300%.


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