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Il Palermo vince e colleziona punti. Gli altri fanno troppo “bla bla”

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FOTO PEPE / PUGLIA
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La mia cospicua esperienza nel mondo del calcio mi insegna che tra gli elementi di “contorno” alle partite sul campo, due incidono – è una opinione personale, ma credo piuttosto condivisa – in modo decisamente negativo sotto il profilo psicologico: la diffusa e ahimè radicata convinzione di molti genitori o familiari di avere in casa un piccolo fuoriclasse, diciamo un misto tra Pelè e Messi e l’altrettanto radicata, diffusissima a ogni livello e in ogni categoria, incapacità di accettare le sconfitte e soprattutto la palese superiorità degli avversari, che tali sconfitte determina.

È su questo che mi voglio soffermare nella mia dissertazione settimanale da Vulcanico rosanero dopo la importantissima vittoria a Mugnano contro il Giugliano, fa pure rima. Vittoria che, a mio modesto avviso, è stata più che meritata e fuori discussione, considerato anche il fatto che per i rosanero si trattava di una trasferta terribilmente insidiosa, contro avversari che avevano sempre vinto le partite casalinghe.

E invece, da parte del Giugliano, ho letto dichiarazioni di spogliatoio che mi hanno fatto riflettere sulla mia capacità di guardare e “leggere” il calcio o sul fatto che forse sono diventato un po’ rincoglionito e vedo ormai le cose da anziano tifoso più che da cronista del pallone che ha scritto di centinaia di partite. In ogni caso, certe parole mi hanno fatto “arrizzare le carni”, come si dice dalle nostre parti e anche un po’ ridere.

Ha detto domenica pomeriggio il presidente dei campani Gaetano Sestile: “Il Giugliano ha disputato una gara all’altezza e forse anche superiore al Palermo. Mi aspettavo di più: oggi ho visto una sola squadra in campo, il Giugliano” (fonte Stadionews.it). Sempre guardando la stessa fonte, che generosamente ospita questa mie riflessioni, ho visto che l’allenatore del Giugliano Massimo Agovino è stato un tantino meno drastico, ma più o meno ha espresso gli stessi concetti: “Il Palermo ha vinto, ma non mi ha per niente entusiasmato”.

Francamente mi sembrano un mucchio di cretinate, spero le abbiano dette soltanto per incoraggiare la propria squadra e i tifosi locali. La realtà, ribadisco sempre a mio avviso, è invece che più che mai stavolta e anche meglio che in occasione di precedenti prestazioni, l’SSD Palermo ha governato con l’autorevolezza della capolista indiscussa del campionato e anche con una certa intelligenza tattica una sfida che poteva essere davvero a rischio per la già citata pericolosità casalinga degli avversari.

I rosanero hanno vinto meritatamente, al di là del golletto dell’ottimo Felici, grazie a un collettivo che non vuole fermarsi mai, una difesa da record nazionale con un solo gol (anzi autogol, per giunta “alla Niccolai”) incassato in trasferta, alcuni giocatori come l’eccellente capitano Santana, il regista Martin, Martinelli, Lancini, Doda, Kraja, che fanno certamente la differenza e che sono una garanzia per il prosieguo del campionato. Non ho dimenticato Giovanni Ricciardo: lo cito volutamente per ultimo perché da lui, considerato l’arma vincente per le capacità di goleador, ci si aspetta una maggiore continuità in fase di realizzazione di gol. Insomma, deve fare, anzi segnare di più.

Dunque, mentre gli altri parlano – mi riferisco anche a qualche critica cittadina un po’ eccessiva sulle “troppe sofferenze” della squadra, visto che non si può pretendere di maramaldeggiare sempre – l’SSD Palermo continua a vincere e a dominare il girone I del campionato di Serie D. Che è quello che conta e basta, il resto sono chiacchiere da bar dello sport e anche, da parte degli avversari, un po’ di comprensibile invidia.

E a proposito di parole, chiacchiere, bla, bla, bla, continuiamo a leggere dichiarazioni di sfida del simpatico Peppe Pagana, ex giocatori pieno di talento, verve e fantasia, oggi allenatore dell’Acireale: “Andiamo a Palermo per vincere”, Savoia docet. Rispettiamo il suo entusiasmo e la grinta con la quale va caricando i suoi in vista della partitissima di domenica al Barbera, che sarà certamente molto difficile per Santana e compagni. Ma tra il parlare e il vincere davvero, c’è di mezzo la capolista con 37 punti, che ne ha persi solo 5 in 14 partite. E se i rosanero giocheranno come sanno, con la testa e con i piedi, anche le belle parole di Pagana resteranno nell’archivio delle chiacchiere perse.

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