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"Non lasciamo fallire Alitalia, ma non accettiamo scambi", dice Buffagni

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Le crisi aziendali con il nodo dell’Ilva tutt’altro che sciolto, la vicenda Alitalia a un passo dal fallimento, la questione della tassazione e delle tasse presenti nella manovra finanziaria agitano vieppiù la già travagliata vita del governo rosso-giallo. E in un’intervista al Corriere della Sera, il sottosegretario 5Stelle al ministero per lo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, afferma che per la compagnia di bandiera “il problema va risolto modo definitivo” e anche a costo di scelte difficili e dure”.

Che tuttavia non sono quelle di lasciare fallire Alitalia, perché a questo ultimo sponda “ci sono tante alternative“, dice Buffagni, anche se non debbono esser contemplate “quelle che rientrano in un ottica di concambio”, come sembrerebbero aver prospettato la famiglia Benetton: entriamo in Alitalia se ci lasciate Autostrade, come viene lasciato intendere, anche se Buffagni dice di riferirsi “a tutti” e non a casi specifici.

Quindi anche all’ex Ilva di Taranto, ora ArcelorMittal. E anche in quel caso come andrà a finire non è chiaro. Ritornerà l’intervento pubblico? Sul punto il sottosegretario allo Sviluppo risponde che “stiamo valutando tutte le ipotesi” e che ciò che è sicuro è che “vanno salvaguardati i posti di lavoro e il valore dell’azienda”. Anche se prima di tutto “Mittal deve capire che i contratti si rispettano, visto che ha partecipato a un bando ed evidentemente aveva fatto male i conti” sottolinea Buffagni.

E a proposito di manovra, il sottosegretario pentastellato dichiara che “di sicuro sistemeremo la tassa sulla plastica” in quanto “va disincentivata quella monouso, senza colpire quella che rientra nell’economia circolare”, dopodiché – puntualizza Buffagni – “intendiamoci: non possiamo dirci tutti con Greta e poi indignarci quando ci sono scelte difficili”. Così come per le auto aziendali , per le quali è “giusto un meccanismo che premi le auto meno inquinanti, ma serve almeno una tempistica che non danneggi i contratti in essere”. Poi Buffagni precisa: “Sono stato tra i primi a dire che quella misura andava cambiata”.

E sul voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau che hanno la corsa solitaria dei 5Stelle al voto in Emilia e Calabria il prossimo 26 febbraio, io sottosegretario allo Sviluppo commenta cosi’: “Non ho votato e rispetto la decisione dei nostri iscritti”, per poi aggiungere: “io ero tra i meno entusiasti a fare un governo con il Pd. Ma i nostri iscritti hanno deciso di farlo. E allora solo dei polli potrebbero farsi carico di una manovra cosi’ difficile e poi lasciare i conti in ordine a un altro governo”, chiosa Buffagni. 
 

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