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Hacker, rubava e vendeva dati di accesso ai database della PA. Arrestato un italiano

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il bottino che l'hacker italiano arrestato dalla Polizia di Stato nell'ambito dell'operazione PEOPLE1 è indubbiamente considerevole: è formato da centinaia di credenziali di accesso a dati sensibili e a migliaia di informazioni contenuti negli archivi informatici della pubblica amministrazione. Dati riconducibili a cittadini e ad imprese italiane archiviati nei database di enti come l'Agenzia delle Entrate, l'INPS, l'ACI e infocamere e relativi, tra l'altro a posizioni anagrafiche, contributive e di previdenza sociale.

Il principale sospettato, R.G., è un sessantaseienne della provincia di Torino e residente a Sanremo con numerosi precedenti penali e un'approfondita conoscenza delle tecniche che permettono di violare i sistemi informatici. L'accusa è di aver agito in collaborazione con altri sei complici – tutti impiegati in agenzie investigative e di recupero crediti – al fine di sottrarre e rivendere i dati sopraccitati.

Della vicenda sono rilevanti diversi aspetti: la tecnica di attacco impiegata e le metodologie di vendita dei dati raccolti – oltre alla riconferma che le Forze dell'Ordine italiane sono sempre attive per contrastare i "nuovi reati" che utilizzano strumenti informatici (è di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia della chiusura del Berlusconi Market, uno dei più importanti mercati del Dark Web).


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